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VIDEO-Manchester City-Napoli: febbre Champions ai botteghini del San Paolo

Posted by napolipersempre 17:41, under | No comments



NAPOLI - Adrenalinica attesa dalle dieci davanti allo stadio San Paolo di Napoli. È infatti scattata questa mattina la caccia ai duemila biglietti per la prima sfida in Champions League del Napoli contro il Manchester City (mercoledì prossimo).

Lunga coda di tifosi (alcuni hanno addirittura dormito a terra pur di essere tra i primi) davanti ai botteghini 3 e 5 sotto gli occhi attenti delle forze dell'ordine. Tutti i biglietti stati acquistati nel giro di poche ore.

Ecco le immagini:



Napoli:Boom ingaggi,si passa da 28 a 41 milioni di euro. Ecco quanto guadagnano i giocatori azzurri

Posted by napolipersempre 17:31, under | No comments


Boom Napoli - Rispetto ad un anno fa il club che ha incrementato di più le spese è il Napoli: passato da 28 a 40 milioni. La spiegazione, però, è chiara: il salto in Champions ha comportato investimenti adeguati. Va dato atto, comunque, a De Laurentiis d’aver tenuto ferma la barra. Un merito non da poco, visto in prospettiva. Percorso inverso per la Fiorentina che ha avviato un nuovo ciclo, tenendo conto della mancata qualificazione europea. La società dei Della Valle ha limitato le spese e ora punta a trovare nuova linfa in tempi brevi.
Lo sfruttamento dei diritti di immagine dei calciatori può aiutare a riequilibrare i conti dissestati delle società italiane? Diversi club, il Napoli in primis, chiedono all’Aic di ridiscutere la convenzione promo-pubblicitaria ferma agli anni Ottanta prevedendo nella contrattualistica la possibilità per club e calciatore di discutere la cessione non solo delle prestazioni sportive ma anche dell’immagine dell’atleta, a fini commerciali. Il Napoli, per la verità, lo fa già con tutti i suoi tesserati e a bilancio lo sfruttamento di questi diritti vale potenzialmente 7 milioni, cioè il 7% del fatturato. È una fonte di ricavi da esplorare per far sì che il costo del lavoro trovi una qualche forma di compensazione. È il ragionamento del produttore De Laurentiis: quando io ingaggio un attore, sfrutto anche la sua immagine per promuovere in tutti i modi il film. Se le società di calcio avessero in portafoglio gli atleti più rappresentativi, la capacità di attrarre sponsor si moltiplicherebbe.
Le Tabelle Le cifre accanto a ogni calciatore sono relative allo stipendio base percepito dallo stesso, al netto cioè delle tasse e degli eventuali premi individuali o di squadra. Il monte ingaggi, invece, è calcolato al lordo: oltre agli stipendi netti, infatti, i club si fanno carico anche di tasse, dei premi ed eventualmente a partecipazioni al pagamento di ingaggi di atleti militanti in altri club (prassi che capita spesso in caso di prestiti dalle big). Una parte variabile che porta un aggravio di spesa alle società fino al 25%.
GDS


 

DE SANCTIS: A CESENA PER I TRE PUNTI, VOGLIO VINCERE QUALCOSA COL NAPOLI, I NOSTRI TIFOSI SONO UNICI

Posted by napolipersempre 20:46, under | No comments


Morgan De Sanctis parla ai microfoni di Marte Sport Live: “Siamo pronti a cominciare la nuova stagione. Abbiamo lavorato tanto e c’è grande fiducia“.
Il Napoli debutterà pure in Champions: “E’ il girone della morte, in terza fascia c’è il Manchester City, il nostro compito è difficilissimo. Ma anche Bayern Monaco e Villarreal avranno problemi, non per niente, lo chiamano il girone della morte. Ma adesso c’è il Cesena e vogliamo cominciare bene. Non sarà facile, andremo lì per ottenere i tre punti“.
Al Manuzzi si gioca sul sintetico: “Nell’arco della mia carriera, ci ho giocato 5 volte ed erano tutti di altissimo livello. Vedremo cosa succederà“.
Il Napoli è pronto: “Sulla carta, De Laurentiis ha rinforzato molto la squadra. Ovviamente dobbiamo dimostrarlo sul campo. L’acquisto che mi ha impressionato di più? Fernandez. Sarà uno dei difensori migliore a livello italiano e internazionale. Il mio obiettivo è vincere qualcosa con il Napoli, presumibilmente la Coppa Italia, ma cercheremo di far bene in tutte e tre le competizioni. In questo gruppo, tutti siamo importanti e daremo un giusto contributo. Ci sarà gran bagarre per l’Europa, si lotterà per il terzo, per il quarto e per il quinto. Il nostro obiettivo è restare alla ribalta internazionale“.
Tra gli avversari De Sanctis sceglie “Diego Lopez è il miglior portiere sicuramente. E’ sfortunato perché la scuola iberica sta offrendo elementi importanti come Casillas e Valdes”. L’Italia, intanto, si è qualificata agli Europei: “Prandelli sta facendo un grande lavoro e lo ha dimostrato“.
Chiusura dedicata ai tifosi: “Sono assolutamente unici, saranno numerosissimi a Manchester. In questi due anni, ho apprezzato la presenza della nostra gente. Al San Paolo c’erano trentamila persone per un’amichevole, quindi non bisogna aggiungere altro“.

Cavani: "Mazzarri è il nostro vantaggio. Champions? Napoli può giocarsela con tutti"

Posted by napolipersempre 20:40, under | No comments



Edinson Cavani ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, ecco quanto dichiarato dal Matador:
Cartoline ( un po') segrete d'un uomo pubblico: il Ca­vani in versione papà è più bravo del matador che segna a raffica?
«Questo sarebbe più giusto chiederlo a Maria Soledad e, un giorno, quando sa­rà grande, a Bautista. Io spero di essere un buon genitore, sto imparando».
Diciamo la verità: ma quando di notte il bimbo piange, chi si alza...?
«Dipende da chi si sveglia per primo. E' un match alla pari, credetemi».
Prova del pannolino: l'ha mai cambia­to?
«Mica solo una volta. A me piace molto dare il mio contributo e poi mi diverte giocare con mio figlio, coglierne la cre­scita e i cambiamenti nelle espressioni, nelle smorfie che fa».
La sua vita quanto risulta modificata?
«Ora mi sento più ricco dentro, avverto nuove responsabilità, so di dover dare ­insieme con mia moglie - un'educazione a Bautista ma so anche che c'è tempo per questo. Ha cinque mesi, dunque posso allenarmi con calma per miglio­rarmiinquestaveste».
Diceva sei mesi fa, voglio una famiglia numerosa.
«Non abbiamo cambiato idea, però sen­za aver fretta. Inutile quindi chiedermi quando arriverà un fratellino o una so­rellina per mio figlio: calma».
Intanto, ricomincia il campionato, poi la Champions...
«Ma mio figlio è convocato, sempre. Ha già visto le partite di Coppa America e mi ha portato fortuna. S'è fatto un tor­neo al freddo, sarà già allenato...».
Un anno di Napoli, quanto ne sa di più?
«Parecchio. Ho avuto modo di girare la città, di visitarla, di verificarne la bel­lezza. Non è facile fare il turista, un po' perché qui si gioca sempre e un po' per­ché l'entusiasmo della gente, per strada,è simile a quella dello stadio. Però ho avuto modo di percepire la splendore di questa e l'umanità dei suoi abitanti».
Lei è sempre riservato, soprattutto sui contenuti intimistici della sua esisten­za.
«Io e Soledad esprimiamo la fede nei modi in cui è possibile, spesso collegan­doci via skype con il nostro Pastore in Uruguay. Qui non è semplice trovare un luogo di aggregazione pubblica».
Ha conosciuto il sapore del successo, questa estate...
«E quindi sono diventato anche più am­bizioso. Vincere aiuta a vincere e alzare al cielo un trofeo mi è piaciuto tantissi­mo. Le mie aspettative sono quelle di chiunque, qua: riuscire a realizzare qualcosa di importante».
E' pronto a recitare da protagonista?
«L'anno scorso siamo stati capaci di rag­giungere il terzo posto, al termine di una stagione entusiasmante. La campagna di rafforzamento del Napoli testimonia quale sia la mentalità di De Laurentiis e di Mazzarri: le attese si intuiscono, visto gli acquisiti. Vedrete sempre questo gruppo lottare, perché vorremo far bel­la figura nelle tre competizioni che ci aspettano».
Sensazioni della vigilia?
«Ottime, perché la società s'è mossa be­ne. Poi nel calcio non si sa mai, magari ti gira tutto storto. Noi abbiamo un van­taggio, rispetto agli avversari: la spinta che ci dà il pubblico».
Sir Alex Ferguson, al Corriere dello Sport- Stadio, ha sottolineato il valore dell'effetto San Paolo.
«Le attenzioni di un allenatore che è nel­la storia del calcio mondiale rendono onore al lavoro di questo club e sottoli­neano quanto il Napoli abbia un suo ruo­lo anche per gli altri. La passione del pubblico è indiscutibile: amici comuni, con i quali parlo, mi dicono sempre che, visto dall'esterno, è impossibile far ma­le in quello stadio, perché l'urlo della gente sembra trascinare».
E ora c'è ancora più euforia in giro.
«Immagino che i tifosi attendano l'inizio del campionato e la Champions proprio come noi. Siamo onorati di aver raggiun­to questo traguardo e ora ci affidiamo an­che a loro».
Onestamente, s'aspettava di arrivare a quei livelli?
«Confesso, non ci pensavo. Io so per cer­to che ogni volta do sempre il 100% ma trovarci a lottare per lo scudetto, segna­re così tanto, è stata una piacevolissima sorpresa. Abbiamo avuto dal campo la ri­compensa ai sacrifici fatti e sento che quest'anno riusciremo a essere quelli della passata stagione».
Si comincia e sarà subito Dzeko, Aguero, Tevez, Ibrahimovic...
«Ma io non ho paura di nessuno, qualcu­no di questi avversari l'ho affrontato in Coppa America, altri in campionato. In campo si è undici contro undici, vince chi sbaglia di meno ed il Napoli è in gra­do di contrastare chiunque».
Sfida a tutto campo, da Di Natale a For­lan.
«Di Natale ha già vinto due volte il titolo di capocannoniere, dimostrando di avere classe e fiuto del gol. Ora ritrova tra gli avversari pure Forlan, grande calciatore per una grande squadra, un uomo che ha fatto bene ovunque: non conosce il calcio italiano, ma imparerà presto».
Qual è il vostro vantaggio, se pensa ce ne sia almeno uno?
«Essere ripartiti da Mazzarri e dal suo staff, la continuità che verrà garantita dai sistemi di allenamento. Con l'Uru­guay, nei primi tempi, fu dura per Taba­rez e non mancarono le critiche. Il cam­po ha sostenuto che bisognava aspettar­lo. Siamo riusciti ad imporci nella Cop­pa America e nel 2010 abbiamo chiuso un gran Mondiale».
Qual è il vostro handicap, ammesso che lo voglia svelare?
«Siamo meno esperti di altre formazio­ni internazionali, molti di noi per la prima volta si affacciano alla Cham­pions. Però abbiamo dentro talmente tanta voglia di confermarci anche a questi livelli, che potremmo superare queste umane difficoltà. Oggi veniamo ritenuti, come ha sottolineato Fergu­son, una squadra importante; può dar­si che in giro ci sia qualcuno che si sia appassionato a noi vedendoci giocare: sentiamo la responsabilità, ma non è un peso» .
Perché si parla soprattutto della Champions e così poco di campionato?
«Ah, non lo so. Comunque vi dico che l'anno scorso a Cesena ho segnato una doppietta, la seconda con la maglia del Napoli: la prima l'avevo realizzata a Boras, in Svezia, sul sintetico... » .
CDS

Napoli-Milan, da domani alle 10 in vendita i biglietti: ecco i prezzi

Posted by napolipersempre 17:17, under | No comments




NAPOLI – Da domani alle ore 10.00 saranno in vendita i biglietti per Napoli-Milan, posticipo della terza giornata di Serie A di domenica 18 settembre alle ore 20.45. I tagliandi potranno essere acquistati al Botteghino 1 e nelle ricevitorie autorizzate.
E’ consentito l’acquisto di un solo biglietto a persona. E’ vietata la vendita per i residenti della regione Lombardia tranne per quelli in possesso di tessera del tifoso.
Napoli-Milan: i prezzi
SETTORE PREZZO PREVENDITA
Tribuna Onore Euro 179 + Euro 1
Tribuna Posillipo Euro 129 + Euro 1
Tribuna Nisida Euro 59 + Euro 1
Distinti Euro 49 + Euro 1
Tribuna Laterale Primo Anello Euro 39 + Euro 1
Curve Euro 24,50 + Euro 0,50
Napoli-Milan: prezzi ridotti (donne e under 16)
SETTORE PREZZO PREVENDITA
Tribuna Onore Euro 139 + Euro 1
Tribuna Posillipo Euro 99 + Euro 1
Tribuna Nisida Euro 44 + Euro 1
Distinti Euro 39 + Euro 1
Tribuna Laterale Primo Anello ———- ————-
Curve ———- ———-
Sscnapoli.it

Gazzetta e Mediaset, ma Hamsik non doveva andare al Milan?

Posted by napolipersempre 17:14, under | No comments


''I napoletani se ne faranno una ragione, Hamsik è già del Milan". Carlo Laudisa firma autorevole della Gazzetta dello Sport. ''Alle 19 del 31 Agosto Hamsik passerà al Milan". Claudio Pasqualin, storico procuratore ed esperto di calcio. "Dunque, Hamsik è stato abbandonato per ragioni politiche: nella Napoli dell'immondizia, del nuovo sindaco avversario e dell'invasato De Laurentiis, Silvio Berlusconi non poteva andare a compiere sgarbi". Luca Serafini, giornalista Mediaset, le cui scuse da cane bastonato in seguito alle numerose critiche dovute a queste inopportune dichiarazioni, sono state subito recapitate al popolo napoletano. E sarebbe come sparare sulla croce rossa elencare i quotidiani squilli di tromba di chicchessia che annunciavano l'imminente passaggio dello slovacco alla corte di Allegri, con il conseguente ridimensionamento del Napoli.
Strano a dirsi, ma l'unico che ci ha veramente azzeccato è stato proprio Adriano Galliani, quando assicurò che le possibilità di un approdo di Marek Hamsik al Milan fossero nulle. Di sicuro, l'amministratore delegato dei campioni d'Italia non ha disdegnato di rinfocolare il tam tam mediatico relativo al famigerato Mister X, che col passare dei giorni estivi pareva essere più un supereroe della Marvel. Salvo poi ridiventare un normale giocatore, quando si è scoperto che dietro l'incognita si celava Alberto Aquilani "uomo di vetro". Certamente non è solo merito della carta stampata se per un paio di mesi Hamsik è stato accostato ai rossoneri. Infatti, quando le notizie vere scarseggiavano e le testate sportive faticavano a sopravvivere di presunte indiscrezioni, ecco che Marekiaro decide di farsi intervistare prima dal quotidiano slovacco "Pravda" e poi da Sky Italia, in cui lo slovacco innocentemente non ha precluso la porta hai rossoneri per un discorso futuro. Peccato che queste dichiarazioni poi siano state strumentalizzate a dovere ed utilizzate per rendere questo ipotetico discorso futuro in attuale.
Ricapitolando, grande pressione mediatica sul pupillo del Napoli, opinionisti certi della buona riuscita dell'operazione pro Milan, Galliani che glissa sornione, da vecchio "volpone" qual'è. Cosa manca per compiere il passo definitivo? Ecco che si fa nitida all'orizzonte l'ingombrante (in tutti i sensi) sagoma dell'"Al Capone" dei procuratori: Mino Raiola, sempre più emissario di mercato del Milan. Tutti gli ingredienti del "metodo Ibra" erano in pentola, ossia tutta una manovra sotterranea, poco ortodossa, molto "lobbystica", di portare allo scontro calciatore e società detentrice del cartellino, affinchè si creassero le condizioni ideali per intervenire al momento giusto ed acquistare il giocatore, proprio com'è successo tra il Barcellona e Ibrahimovic. Scontro totale che ha portato il club catalano a svendere il campione svedese a una cifra tre volte inferiore al prezzo pagato un anno prima all'Inter. Proprio queste due interviste sopra citate, piuttosto pilotate, sembrano essere il marchio di fabbrica di Mino Raiola, il quale, nel periodo in cui esse sono state rilasciate, ha tentato di affiancare lo storico agente di Hamsik, Jozef Venglos.
Ciò che però ha impedito quest'operazione è stato il ruolo del presidente De Laurentiis. Il patron del Napoli ha ricacciato al mittente ogni tentativo di pressione. Ha fiutato immediatamente il tentativo congiunto di creare fratture tra società e giocatore. Anche se i metodi sono spesso criticabili e travalicano l'equilibrio diplomatico, va dato atto a De Laurentiis di essersi comportato da vero comandante e di aver difeso strenuamente il proprio patrimonio, ponendosi palesemente di traverso alla Gazzetta dello Sport, al Milan e a Mino Raiola stesso, giocando al rialzo e contrabbattendo altrettanto mediaticamente alle ipotesi di cessione dello slovacco, costringendo così Galliani & co ad uscire allo scoperto.
Anche per quest'anno le chiacchiere sotto la calura estiva sono state tante. I fatti zero.

 Riccardo Simeone per Epressonline.net

Minotti: «Cesena-Napoli sarà calcio spettacolare»

Posted by napolipersempre 16:58, under | No comments


ROMA, 6 settembre -  «Il Napoli è una corazzata. Noi abbiamo cambiato tanto volendo proporre un certo tipo di gioco e abbiamo bisogno di rodag gio per poterci esprimere pienamente. Il campionato inizia in salita, ci sarà da soffrire perchè incontreremo avversari molto forti, ma ci faremo trovare pronti. Col Napoli sarà un inizio difficile: la squadra di Mazzarri dopo pochi giorni avrà il debutto in Champions League e sarà quindi già concentrato e motivato. Dopo il piazzamento dello scorso anno, il Napoli ambirà quantomeno a confermare il terzo posto». Non ha dubbi Lorenzo Minotti, responsabile dell'area tecnica del club romagnolo, che considera gli azzurri come la più accreditata avversaria per i rossoneri per lo scudetto: «La squadra anti Milan? Dal punto di vista tecnico, dico che è proprio il Napoli, senza dubbio. Gli azzurri hanno rinforzato la squadra dello scorso anno in tutti i ruoli e con elementi importanti. L'unico dubbio riguarda l'impatto che ci sarà con la Champions League e la continuità nell'esprimersi sempre ad alti livelli. Ma la società si è attrezzata bene, ha allargato la rosa dal punto di vista numerico oltre che qualitativo. Ci sono tutte le possibilità per il Napoli di fare un'altra stagione ad altissimo livello e di proseguire la sua costante crescita. Sabato sera ci saranno letture tattiche importanti da Giampaolo e Mazzarri, in campo ci saranno tanti calciatori di qualità e lo spettacolo ne beneficerà: mi auguro che possano venir fuori tanti gol».

IL NUOVO CESENA -
Minotti presenta poi il Cesena di Giampaolo: «Sarà il campo a dire quello che è stato il lavoro svolto. Abbiamo cercato di seguire una logica ed un progetto nato con l'assunzione di un allenatore come Giampaolo che vuole insegnare un certo tipo di calcio e proporre un certo tipo di idee. Abbiamo quindi operato sul mercato scegliendo i calciatori con le caratteristiche adatte a mettere in atto il credo calcistico del nostro mister. Quest'anno c'erano diverse condizioni per operare e abbiamo preso consapevolezza della categoria nella quale militiamo. L'arrivo di Mutu ha fatto sì che tanti altri altri si convincessero del progetto Cesena. Rispetto allo scorso anno, tanti calciatori hanno accettato subito il trasferimento, mentre lo scorso anno in tanti hanno aspettato fino all'ultimo prima di scegliere i nostri colori».

PAROLO E IL CAMPIONATO DEL CESENA - Il dirigente dei romagnoli dice la sua anche su Parolo che dopo le molti voci di calciomercato è rimasto con la squadra che lo ha lanciato verso la nazionale di Prandelli: «Parolo per noi è un calciatore fondamentale, così come lo sono gli altri. Qualora fosse arrivata un'opportunità importante di mercato ai valori che noi ritenevamo congrui, sarebbe andato come Giaccherini o come altri calciatori. Sapevamo che Marco è un ragazzo speciale, che a Cesena non ha finito il suo percorso e non troveremo di certo un calciatore deluso, da ricostruire dal punto di vista psicologico. È chiaro che per lui inizia una stagione importante, fondamentale: se confermasse quanto di buono fatto lo scorso anno, trattenerlo diventerebbe impossibile». Infine un riferimento alle possibilità in campionato della squadra di Giampaolo e una piccola curiosità sul Napoli: «Abbiamo due obiettivi precisi: il primo è la salvezza , perché mantenere la categoria significa poter guardare avanti e continuare il percorso che stiamo facendo anche a livello di progettualità. Abbiamo bisogno della serie A per continuare a programmare il futuro. Il secondo obiettivo sarà quello di realizzare il progetto tecnico dell'allenatore, mettendo in campo delle idee, uno stile di gioco che possa diventare riconoscibile da parte di tutti. Venerdì sera, alle 18.00, il Napoli si allenerà al Manuzzi per testare il campo in erba sintetica».
CDS

Dzemaili: «Napoli, che bello giocare per lo scudetto»

Posted by napolipersempre 14:02, under | No comments


ROMA, 5 settembre - È impegnato con la Svizzera che affronterà domani la Bulgaria per la qualificazione al prossimo Europeo. Dzemaili, però, trova il tempo per parlare del suo Napoli e della nuova avventura in maglia azzurra: "Nonostante lo sciopero, l'attesa e l'euforia a Napoli è sempre grandissima. La squadra ha chiuso il campionato al terzo posto lo scorso anno e noi veniamo considerati come uno dei team favoriti per il prossimo anno. Non sarà semplice lottare con le altre grandi della serie A -ha detto ai giornali svizzeri- ma abbiamo l'obbligo di confermare almeno la stessa posizione ottenuta nell'ultima stagione. Per quanto mi riguarda sono molto felice. Finalmente posso giocare in un club che punta allo scudetto". Il centrocampista del Napoli non si preoccupa del 'peso' dei 10 milioni di euro spesi dalla società per comprarlo dal Parma: "Mi chiedono sempre questa cosa ed io non so più cosa rispondere. Per me non è importante, se il Napoli ha speso tutti quei soldi vuol dire che li valgo". Infine un pensiero al 5-0 di Barcellona: "Difficile spiegare quella partita. Abbiamo giocato abbastanza bene per 30 minuti, segnando anche un gol. Poi è uscito fuori il Barcellona che ha segnato il gol del vantaggio. In quel momento, mentre pensavamo a come riprendere il match, loro hanno cominciato a segnare a raffica".

CDS

Mazzarri lancia Lavezzi: "Può andare benissimo in dop­pia cifra, se solo lo vorrà "

Posted by napolipersempre 13:43, under | No comments


Un anno dopo, riecco Cesena: là dove cominciò la perso­nalissima scalata alla Champions, il primo scatto d'una folle corsa verso l'Olimpo del calcio: «E' quello uno dei sogni, chiaramen­te». L'alba del nuovo giorno, nel «Manuzzi» assolato, la quinta di campionato all'asciutto, quando il Pocho si scioglie e comincia ad es­sere se stesso: sabato si riparte, ri­pensando a quel dì, ventisei set­tembre 2010, rete di Parolo, Na­poli in svantaggio e poi la mattan­za. Quattro a uno, ma in che modo: con Lavezzi che pareggia, poi si mette a giocare con Hamsik e Ca­vani e dilaga. Il quinto Lavezzi ri­comincia da un tetto mai raggiun­to, le dieci reti, che Mazzarri inve­ce ritiene nelle corde di un attac­cante che deve solo convincerci delle proprie possibilità e credere maggiormente in se stesso: «Ha potenza, forza e capacità tecniche: può andare benissimo in dop­pia cifra, se solo lo vorrà». Il pri­mo Lavezzi (2007-2008) s'è ferma­to a quota otto; il secondo e il ter­zo a sette reti; l'anno scorso, il mi­nimo personale, con sei reti e pe­rò la Champions. Negli ultimi due campionati ha accentuato una sua tendenza: gli piace, o gli viene me­glio, fregare le difese avversarie soprattutto in trasferta. Ieri come l'altro ieri, non ha perso l'abitudi­ne di regalare assist: il Robin Ho­od dell'area di rigore, regala a chi ha più bisogno d'una rete: «Perché per me un passaggio smarcante ha lo stesso valore».
CDS

Hamsik: "PSG? Una follia! Voglio restare a Napoli per vincere. Siamo più forti dell'anno scorso."

Posted by napolipersempre 23:01, under | No comments

Occhiali da intellettuale e guance più scavate del solito. Marek Hamsik attraversa senza fretta la caotica zona-mista dello stadio Aviva. Stringe la mano al Trap, poi appoggia la borsa per terra. E parla. Di calciomercato, del Napoli, del presidente De Laurentiis, delle sue condizioni fisiche e di un sogno che è vietato nominare.
Hamsik, gli sceicchi del PSG sono convinti che a gennaio lei si trasferirà a Parigi.
"È una follia. Il calciomercato si è appena chiuso, e subito si ricomincia a parlare di trattative".
Cosa risponde al messaggio di Leonardo?
"Che io non mi muovo. Né a gennaio, né dopo. A Napoli sono felice e con il Napoli voglio vincere".
La squadra di Mazzarri viene considerata la prima rivale di Milan e Inter.
"Il presidente De Laurentiis ha condotto una campagna acquisti fantastica, non ha sbagliato un solo colpo. Siamo sicuramente più forti rispetto allo scorso campionato. Giocatori come Inler, Pandev, Britos, Dzemaili garantiscono un salto di qualità in tutti i reparti. Però...".
Però?
"Fosse per me, vieterei di pronunciare la parola scudetto".
Perché?
"Sarebbe un grave errore iniziare il campionato con questa pressione sulle spalle. Lasciamo che parlino di scudetto Inter e Milan. Loro sono abituati, hanno vinto tanti titoli. Questa parola non lascia traccia nella testa dei giocatori e dentro lo spogliatoio. Noi, invece, dobbiamo ancora trovare certi equilibri. Anche mentali".
Il Napoli, però, ha le carte in regola per vincere il titolo.
"Lo ripeto, siamo più forti, più completi. La Champions League ci aiuterà a crescere anche a livello internazionale. Però rimandiamo questo argomento alle ultime giornate di campionato. Se ci troveremo in testa, allora nessuna parola sarà più vietata. Ma il calcio insegna che non è mai facile ripetersi dopo una stagione fantastica".
Il San Paolo è pronto a riempirsi di nuovo.
"La passione dei nostri tifosi è una spinta in più. Loro hanno il diritto di sognare senza limiti. Penso con emozione al San Paolo nelle notti di Champions...".
C’era grande allarme sulle sue condizioni fisiche.
"Avete visto Irlanda-Slovacchia: sembro uno che ha dei problemi fisici? Il Napoli stia tranquillo. Non vedo l’ora di iniziare il campionato e di essere subito protagonista".
Le vecchie storie di mercato sono cancellate?
"Ancora mercato? A Napoli sto in maniera meravigliosa. E non vorrei tornare più su questo argomento".
Lo dice a muso duro. Con un tono che non lascia spazio a interpretazioni. Hamsik e il Napoli ripartono insieme: più che mai affamati di vittorie.
GDS


Gazzetta: il Napoli primo rivale dei rossoneri

Posted by napolipersempre 19:12, under | No comments


Dalla A di Aquilani alla Z di Zarate, l'alfabeto del mercato ha scambiato molte figurine senza modificare la griglia di ripartenza del campionato. Milan, sempre Milan, fortissimamente Milan. Questo dice la logica, spesso smentita in 90', o in un torneo breve, ma raramente in una corsa di nove mesi. Un pronostico non legato soltanto al fatto che i rossoneri sono i campioni d'Italia, perché conta di più il modo con cui si sono rinforzati, in rapporto a ciò che hanno, o non hanno, fatto le loro concorrenti. É vero che il Milan ha perso Pirlo e non ha trovato né Hamsik né Fabregas, ma in un gruppo affiatato tecnicamente e tatticamente sono entrati Taiwo per la fascia sinistra, Mexes preziosa riserva di Nesta, Aquilani jolly d'attacco per il centrocampo, Nocerino indispensabile alternativa di Gattuso o Ambrosini, e infine lo snobbato El Shaarawy, al positivo debutto proprio ieri a Como, che ha le grandi qualità per diventare la nuova rivelazione come Boateng.
PRONOSTICO - Ripartire con il lavoro già fatto e lo stesso allenatore è un vantaggio enorme che tra le grandi hanno soltanto Napoli e Lazio. E siccome Mazzarri è già arrivato terzo, proprio lui ci sembra il più attrezzato per ribaltare il pronostico. Intanto non ha perso Hamsik, che in pratica diventa così il miglior acquisto. E poi, grazie al grande lavoro di Bigon, avrà più qualità e potenza in mezzo al campo con la nuova coppia Inler-Dzemaili, senza dimenticare le importanti alternative in attacco rappresentate da Santana e Pandev. Se Cavani si ripete, l'unico interrogativo riguarda la difesa in cui Fideleff è ancora da scoprire.
SECONDA FILA - Rovesciando il discorso fatto fin qui, Inter e Juventus partono in seconda fila perché hanno cambiato tutto: allenatore, modulo tattico e giocatori-chiave. Gasperini, già pizzicato pericolosamente da Moratti di cui guarda caso non era la prima scelta, parte a handicap senza Eto'o, con i sostituti Forlan e Zarate. Siccome c'erano già i «doppioni» Milito e Pazzini, è da escludere che possano giocare tutti e quattro insieme, ma i punti interrogativi non terminano qui. Alvarez, pagato 11,5 milioni rischia di fare la fine del suo connazionale Rambert sparito in fretta, ma soprattutto Sneijder non nasconde il suo disagio tattico e ambientale. Come sempre sarà prezioso l'orgoglio dei grandi combattenti Stankovic, Cambiasso e naturalmente capitan Zanetti, alle spalle dei quali si affaccia il ventunenne Poli. Ma al di là delle speranze, rimangono i dubbi sulla difesa a tre e sull' equilibrio di una squadra con tre attaccanti, nessuno dei quali è un vero esterno di ruolo. Anche la Juventus è il classico cantiere, con un unico vantaggio: dopo il settimo posto degli ultimi due campionati può soltanto migliorare. L'affannosa ricerca degli esterni ordinata da Conte, con gli arrivi di Giaccherini, Estigarribia ed Elia, non basta però per completare una squadra già fragile in difesa dove sarebbe servito Lugano, o Alex, perché nel 4-2-4 o 4-4-2 le ali devono anche rientrare come sa fare soltanto Pepe. Inoltre Pirlo è abituato a giocare con due compagni al fianco e non uno soltanto, specie se l'unico ha vocazione offensiva come Vidal.
IMPIANTO TATTICO - Alle spalle di questo quartetto, senza dimenticare possibili rivelazioni come l'Udinese, vediamo più la Lazio della Roma, perché Reja è un tecnico tanto bravo quanto sottovalutato che ottiene il meglio dagli uomini che ha. L'impianto tattico è già collaudato ed Hernanes, al secondo anno in Italia, potrà crescere ancora. Cisse e Klose sono partiti bene, anche se il tedesco non è più abituato a fare il titolare per una stagione intera. Ma soprattutto, con la cessione di Floccari e dello stesso Zarate, non vediamo valide alternative in attacco.
POLEMICHE - La Roma, infine, è la più grossa incognita. Già fuori dall'Europa League, ma sempre qualificata per le polemiche legate all'impiego di Totti, riparte con un grande portiere, Stekelenburg, un utilissimo mediano come Gago, e tanti, troppi, giovani di bellissime speranze, a cominciare dal tecnico Luis Enrique. Diciamo la verità: il più a rischio è lui. Perché tutti hanno comperato tanto, la Juventus persino Pazienza. Ma nessuno ha preso, nemmeno in prestito gratuito, la pazienza: quella con la p minuscola.
GDS

L'ira di De Laurentiis: "Fanno fallire il calcio per favorire Berlusconi. Così andiamo tutti a casa"

Posted by napolipersempre 19:15, under | No comments


"Vogliono far fallire il calcio italiano per fare un favore a Berlusconi". Lo dice Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, abbandonando la sede della Lega Calcio di Milano dove è ancora in corso l'assemblea in cui si discute dei diritti televisivi per le partite del prossimo campionato. "Si cerca - aggiunge De Laurentiis -, di vendere ad un prezzo bassissimo a Mediaset, dicendo che Mediaset non riesce a fare proseliti con il digitale terrestre, è colpa nostra? E poi perchè devo andare a svendere oggi quello che deve andare in onda tra un anno e mezzo?".
Raggiunto l'accordo per il contratto dei calciatori, scoppia la bufera in Lega per l'accordo sui diritti televisivi. "Oggi come oggi, in parte grazie alla legge Melandri, in parte per favorire Mediaset e Berlusconi, Infront tra un anno ci bloccherà per tre anni". Dice il presidente De Laurentiis abbandonando l'assemblea della Lega Calcio. Secondo De Laurentiis, l'offerta proposta dall'advisor della Lega Calcio Infront per la cessione dei diritti delle partite di serie A "è di poco superiore rispetto a quella precedente e non offre abbastanza garanzie. Lo abbiamo visto con Dhalia che non ci ha dato garanzie e ci ha portato a meno 60 milioni, chi ce li dà adesso?". Per il patron del Napoli "Galliani fa bene a risentirsi, perchè difende i colori del suo gruppo, però qui c'è di mezzo il calcio italiano e la sopravvivenza degli altri club. Perchè poi i club minori non hanno il coraggio di parlare perchè hanno paura del potere. E quindi Bogarelli (presidente di Infront) dice che sta tutto nelle mani del garante e se questo garante invece di essere garante della democraticità di poter vendere nel libero mercato, deve essere garante solo dei poteri forti, allora ce ne andiamo tutti quanti a casa e i 30 milioni di tifosi della serie A saranno delusi"

De Laurentiis: "Fideleff ha firmato. Ecco perchè non abbiamo preso Juan. Nessun rinnovo per Gargano. Aspetto Lippi al San Paolo"

Posted by napolipersempre 10:28, under | No comments


Aurelio De Laurentiis fa un bilancio del mercato a Marte Sport Livei: "Alle 15 ha firmato Fideleff. E' stato un acquisto complicato, sono estremamente contento e soddisfatto. Eravamo partiti sul brasiliano Juan, ma non mi ha trasmesso una corretta energia. E poi siamo sicuri eche i brasiliani funzionino con gli argentini? Ne abbiamo già tanti di argentini e ho pensato fosse meglio prenderne un altro. Ho detto a Bigon di non pensarci due volte". De Laurentiis chiarisce pure le voci su Gargano: "Non ha affatto rinnovato il contratto, non capisco chi mette in giro certe voci. Sul suo sito? Davvero non so che dire, sono io che decido queste cose e non abbiamo fatto nulla. La Fiorentina? Ci siamo sentiti con Corvino, volevano il nostro regista che poi è finito all'Atalanta. Non mi ha mai chiesto Gargano".
De Laurentiis commenta le parole di Petrucci: "E' un grande presidente del Coni. Abbiamo condiviso pensieri che al momento è difficile applicare. Io ragiono da imprenditore e il calcio italiano deve ritornare a certi livelli. Non dobbiamo essere condizionati da nessuno. Lo sciopero? Questo calcio è superato e vecchio, deve sapersi mettere in discussione. Ora c'è questo problema immediato del contratto, ma il vero problema è sul piano culturale e bisogna prescindere dal giocare o meno. Non c'è la necessità di giocare con la pistola sulla tempia, Abete deve preoccuparsi di tante cose, non si può risolvere un problemino e dimenticare un problemone. Ad esempio deve ascoltarmi e permettermi di costituire il Napoli B con divieto di promozione in A. Sarebbe uno spettacolo garantito e molti presidenti risolverebbero pure le difficoltà delle maxi rose. Lippi? Può venire quando vuole, ha un posto in tribuna d'onore. Napoli è casa sua, è burbero quanto basta come me".
Radio Marte

Napoli, re dell'estate!

Posted by napolipersempre 10:26, under | No comments


Dalle 19 di ieri il mercato ha chiuso e adesso parlerà il campo. Quanti affari nel finale, con una gior­nata conclusiva come sempre convul­sa e piena di colpi di scena. Ai blocchi partenza vediamo Milan e Napoli da­vanti a tutte. Perché forse hanno inci­so meno delle altre sul blocco dei tito­lari, ma questo significa solo che sa­ranno più collaudate ai nastri di par­tenza. Nel caso del Napoli con una mediana nuova, più solida e affidabi­le, composta da Dzemaili e Inler, per sostenere il trio delle mera­viglie Lavezzi-Hamsik-Ca­vani, difesa con i denti da De Laurentiis. Ci credeva­no in pochi, forse: noi sì, da sempre. La forza del merca­to fatto dal ds azzurro Bigon è nel consolidamento di una panchina che ha visto ag­giungersi Rosati come vice De Sanctis, e poi Fideleff (aspettando il rientro di Bri­tos), Donadel, Santana, Cha­vez, Pandev. Una rivoluzio­ne poco evidente - perché attuata sulle seconde linee per otto dei dieci innesti ­ma di sostanza. E che dire del Milan: Tai­wo e Mexes a parametro ze­ro, Aquilani, affare fatto a Liverpool, l'ultimo guizzo con Nocerino per tampona­re l'assenza di Flamini, ed El Shaarawy, giovane talen­to tutto da scoprire. Dietro Juventus e Roma.
Quella attuata dai gialloros­si è stata una rivoluzione at­tesa e dettata dal cambio di proprietà e dei dirigenti ad­detti alle nuove strategie. Il finale è stato scoppiettante: Kjaer, Pjanic, Gago (più il baby talento Borini che for­se intasa un po' l'attacco). Prima erano arrivati due giovani talenti come Bojan e Lamela e un portiere affi­dabile come Stekelenburg. La Roma intriga (...anche Delio Rossi). Luis Enrique a tutto questo può aggiungere un asso come Francesco Totti. Ci pensi, il suo è un lusso che hanno in pochi. Profonda ed interessante anche la rivoluzione della Juve, meno attesa perché si era parlato di mercato di qualità e invece ha portato una nuova infornata di ac­quisti: certamente Vidal, Pirlo e Vucinic alzano molto il tasso tecnico. E Conte va­le quanto un acquisto sul campo: per quello che sa trasferire al gruppo e al­l'ambiente.
Ha fatto qualità anche la Lazio in attacco regalandosi la coppia Klose-Cissè: resta il rammarico di dover ri­nunciare a Zarate, soprat­tutto quando poi te lo pren­de l'Inter, che a questo mer­cato probabilmente poteva aggiungere qualcosa in più di Alvarez, Forlan e Castai­gnos, vista la cessione di una star come Eto'o. Firen­ze si tiene le sue di star, Var­gas, Gilardino e Montolivo, non fa partire Cerci, ritrova Jovetic, inserisce un nazio­nale come Cassani e un ta­lento come Nastasic: un buon mercato, anche qui una panchina migliore. A uno-due sacrifici i fiorentini forse erano pronti: Della Valle ha detto no. E il Palermo? Difficile non incidere in negativo sul­l'entusiasmo della gente dando i segnali di smobilita­zione con le tante cessioni, Zamparini ha tutto per dare risposte. Torna Pierpaolo Marino nell'agone e rivolu­ziona l'Atalanta. Tra le novi­tà guardate il Cesena.

CDS

Fernandez e Fideleff:Arrivano i giganti argentini

Posted by napolipersempre 10:22, under | No comments


Giovani, reduci da una stagione da protagonisti in Argentina e, soprattutto, dal prezzo decisamente contenuto. Tre ragioni per cui Federico Fernandez e Ignacio Fideleff potrebbero rivelarsi tra le scommesse più azzeccate di questo mercato estivo. Ovviamente se lo augura il Napoli, che sui due 22enni ha investito cifre tutto sommato contenute, battendo la concorrenza di diversi club europei con operazioni tempestive. Il primo infatti è stato acquistato addirittura a dicembre e lasciato in “parcheggio” all’Estudiantes fino a luglio, mentre il secondo è stato il colpo a sorpresa su cui i dirigenti napoletani hanno lavorato sotto traccia negli ultimi giorni di trattative. Federico Fernandez, 22 anni. Reporpress

GIGANTI ARGENTINI — Per gli appassionati di calcio argentino non si tratta di sicuro di due nomi sconosciuti. Nell’ultimo anno entrambi hanno rivestito un ruolo da protagonista nelle rispettive squadre (soprattutto Fernandez), e la critica locale li ha spesso tirati in ballo quando si è parlato di rinnovamento in chiave albiceleste. I due centrali difensivi appena approdati ai piedi del Vesuvio uniscono potenza e doti atletiche a una discreta tecnica. Due armadi di 190 centimetri dai piedi gentili che costituirebbero una vera e propria muraglia azzurra. Tra l’altro, il tecnico Walter Mazzarri avrà il vantaggio di poter lavorare con due elementi che si trovano perfettamente a loro agio in uno schieramento con tre difensori.
 IL BRACCIO — Pagato circa 2 milioni di euro, Fideleff è stato il classico colpo a sorpresa, ma i dirigenti napoletani hanno ricevuto relazioni entusiasmanti. Il 22enne dai riccioli biondi ha infatti conquistato la titolarità nel Newell’s nel precedente campionato dopo una costante crescita iniziata nel 2008 con il debutto in prima squadra. E il posto fisso tra i titolari sarebbe arrivato un anno prima senza la doppia rottura del menisco sofferta prima a gennaio e poi a luglio. Le abilità del centrale che il Napoli ha strappato alla concorrenza di Parma e Udinese sono quelle del difensore di razza. Spicca infatti per potenza, elevazione e rapidità, ma la dote principale è forse il grande senso della posizione che gli consente di farsi trovare raramente in affanno. Per contro, Fideleff vanta appena 35 presenze in massima divisione, e la capacità di rendimento ad alto livello è tutta da testare.. Ignacio Fideleff, 22 anni. Ap
E LA MENTE — Quella su Fernandez è invece una scommessa che presenta meno margini di rischio. L’età è la stessa, ma l’esperienza e il palmares sono di tutt’altro spessore. L’ex Estudiantes vanta già un trionfo in Coppa Libertadores (2009) e uno in campionato (2010), quest’ultimo vissuto da autentico protagonista e leader di una difesa granitica. I partenopei si sono fiondati su di lui con grande anticipo, acquistandolo a dicembre per 3 milioni quando diversi club europei erano pronti a sferrare l’assalto, Lazio e Chelsea su tutti. E la recente convocazione in nazionale (la seconda dopo quella di dicembre sotto la guida di Batista) sembra confermare la bontà dell’investimento. Spietato in marcatura e difficile da superare nell’uno contro uno, Fernandez è il tipico difensore capace di comandare la difesa, dettare i tempi dei movimenti ai compagni e, all’occorrenza, perfettamente in grado di uscire palla al piede e impostare l’azione. Un difensore completo che mostra già una grande personalità. Il neotecnico albiceleste ne ha fatto un suo pupillo ai tempi dell’Estudiantes, tant’è che il progetto di Alejandro Sabella per i Mondiali del 2014 lo prevede al centro della difesa titolare in coppia con Nicolas Otamendi. Ma prima c’è da conquistare una maglia da titolare nel Napoli.
GDS

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