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Cavani:"Il mio sogno è di vincere la Champions.Voci di mercato? Non le ascolto nemmeno"

Posted by napolipersempre 12:52, under | No comments



Una serenità contagiosa. Edinson Cavani trasmette le sue emozioni per la bella favola che vive giorno dopo giorno a Napoli durante l’intervista esclusiva rilasciata a «Il Mattino», a Castelvolturno. L’incontro nella sala stampa inaugurata alla vigilia della sfida d’andata contro il Chelsea, il Matador vive l’ennesima giornata di gloria in maglia azzurra per il post Parma con la semplicità di sempre. La fede e la famiglia, questi i valori al primo posto della vita del Matador. E poi la ferma volontà di dare sempre il massimo nel suo lavoro. Il suo lavoro è far gol e in campo l’uruguaiano si trasforma, diventa un bomber spietato, in ogni occasione, in ogni partita non fa sconti a nessuno. Champions, campionato, coppa Italia, non fa nessuna differenza. Partiamo dall’ultimo gol, quello realizzato a Parma, il sedicesimo in campionato. «Aver segnato anche a Parma è stato importante, soprattutto è stato importante vincere una partita difficile contro una squadra determinata e molto pericolosa in casa. Sono rimasto attento e concentrato riuscendo a mettere in porta la respinta del portiere sul mio calcio di rigore». Una media stratosferica: 57 reti in due anni con il Napoli. C’è un segreto in questa sua esplosione? «Non c’è un unico segreto. A Napoli sono varie le componenti che mi stanno portando a dare il meglio e ad esprimermi al massimo delle mie possibilità. Il lavoro dello staff tecnico mi mette sicuramente nelle condizioni migliori, ma questo vale anche per tutti i miei compagni. Molto importante è l’armonia con i compagni di squadra e poi c’è il grande amore dei tifosi. Il perfetto ambientamento nella città in cui giochi contribuisce a farti sentire bene e a farti tirare fuori tutto quello che hai dentro e anche qualcosa di più. Funziona tutto alla perfezione per me nel Napoli, ecco perché sto riuscendo a segnare tanti gol». A Napoli sta battendo ogni record: il gioco di Mazzarri esalta le sue caratteristiche? «Sicuramente quello di Mazzarri è un modulo molto offensivo, durante le partite riusciamo a creare tante occasioni da gol e tutto ciò aumenta la fiducia nei miei mezzi perché vado con più sicurezza al tiro. In campo però non vado solo per fare gol, mi piace molto dare una mano ai compagni nella fase difensiva, fa parte delle mie caratteristiche e lo faccio con piacere. La squadra viene sempre prima di tutto e a me viene naturale correre anche in altre zone del campo, rientrare per dare un sostegno ai centrocampisti e ai difensori». Quanto è importante la presenza di un partner come il Pocho per i suoi gol, Lavezzi è da considerare un compagno di squadra ideale? «Avere il Pocho in squadra è un vantaggio per tutti. Lavezzi è un grande attaccante, un giocatore di qualità e soprattutto è uno che non molla mai: fino all’ultimo secondo è sempre lì a lottare su ogni pallone senza cedere di un millimetro, ha una grande grinta, quando lo vedi al fianco in campo ti trasferisce la sua voglia di vincere». Ci svela il sogno che vorrebbe realizzare con il Napoli? «Il mio sogno è vincere la Champions, siamo ancora in corsa e proveremo a proseguire nel cammino, ad andare ancora avanti. Barcellona e Real Madrid sono le due formazioni più forti, ma in campo non sai mai cosa può accadere, le partite bisogna sempre giocarle. E poi in Europa si giocano gare secche di andata e ritorno e devi sempre pensare che tutto può succedere se riesci a dare il massimo nella doppia sfida». La prossima partita in Champions è allo Stamford Bridge tra dieci giorni contro il Chelsea: che gara di ritorno s’aspetta? «Sarà una partita molto difficile, a Londra contro il Chelsea occorre la massima concentrazione, la giusta attenzione, dobbiamo pensare che ogni giocata degli avversari può essere decisiva. Insomma bisogna ripetere lo stesso atteggiamento avuto nella partita di andata vinta per 3-1 al San Paolo. Queste partite possono girare in un modo o nell’altro solo in dieci minuti, basta poco, non puoi permetterti di mollare neanche un attimo, nemmeno una palla, ci vorrà un grandissimo Napoli». C’è grande entusiasmo a Napoli, biglietti per Londra polverizzati in un attimo: s’avverte tutta questa passione? «L’apporto dei nostri tifosi è sempre straordinario, sarà importante avere il loro sostegno in Champions e in campionato, così come è stato importante averlo fin qui in ogni partita al San Paolo e fuori casa. Avvertiamo molto la loro spinta». L’ideale a Londra sarebbe un gol iniziale di Cavani, sbloccare la partita potrebbe agevolare di molto il compito del Napoli? «Un gol di Cavani o di qualsiasi altro mio compagno di squadra. Segnare un gol sarebbe sicuramente molto importante, andare in vantaggio potrebbe darci un’ulteriore spinta per centrare la qualificazione. Ma, ripeto, al di là di questo sarà importante l’atteggiamento della squadra, dovremo ripetere lo stesso tipo di partita giocata al San Paolo». Il presidente De Laurentiis ha detto che non le cederebbe neanche per 100 milioni: felice per la stima? «Fa piacere avvertire questa grande fiducia da parte del presidente, so che mi vuole bene. A Napoli mi trovo alla perfezione e voglio gustarmi ogni attimo, vivere ogni momento, pensare giorno dopo giorno a quello che faccio dando sempre il meglio di me e cercando di arrivare il più in alto possibile con la mia squadra. Penso solo a questo, al Napoli, vivo il presente. Alle voci di mercato non do neanche ascolto». La rimonta per il terzo posto in campionato è partita: rimpianti per i punti persi all’andata? «Nessun rimpianto, nella mia vita preferisco guardare avanti, in campionato ci sono ancora dodici partite da giocare e proveremo ad arrivare il più in alto possibile. Siamo ancora impegnati in tre competizioni e in coppa Italia proveremo a raggiungere la finale. Qualche punto in campionato lo abbiamo perso perché lottare su tre fronti comporta delle difficoltà, giochi in continuazione. E poi ci sono tre risultati, non puoi vincere tutte le partite. Noi partiamo con questa intenzione ma non sempre è possibile, nelle ultime partite ci è andata bene e siamo contenti. Ora ci concentriamo sulla prossima sfida, quella contro il Cagliari e ci vorrà lo spirito di sempre, lo spirito del Napoli». L’anno scorso chiuse a 33 gol stagionali tra campionato e coppe, ora è quota 24: può battere la media? «Lo spero, proverò a segnare quanti più gol possibili, un mio obiettivo è migliorare ulteriormente la media dell’anno scorso. I meriti vanno divisi con la squadra, con tutti i miei compagni. Nello spogliatoio del Napoli ho trovato la stessa armonia che c’è in quello della mia nazionale, dal primo momento che sono arrivato a Napoli mi sembrava di stare nel gruppo dell’Uruguay». Tanti gol in maglia azzurra, quale ricorda con più piacere? «Tutti i gol sono belli, ricordo tutti con piacere, il primo come l’ultimo. Preferisco guardare alla prossima partita e a dare il massimo per segnare. Anche se la cosa più importante è la vittoria del Napoli, resta questo il mio obiettivo, in campo voglio sempre vincere tutte le partite anche se non sempre è possibile». L’Uruguay, con i compagni di nazionale avete creato la Fondazione Celeste: pensa a qualcosa del genere da poter fare anche a Napoli? «È una cosa alla quale non ho ancora pensato, magari in futuro si può pensare a qualche iniziativa del genere. Per il momento sono felice che ogni mio gol possa regalare gioia ai napoletani e che la squadra riesce a regalare vittorie ed emozioni positive alla gente di Napoli». L’allegria nel gruppo azzurro, chi è il più simpatico dei suoi compagni di squadra. «Morgan, lui sicuramente è il più simpatico. De Sanctis vuole avere sempre ragione su tutto, su qualsiasi argomento, su qualsiasi cosa di cui si parla, dice sempre la sua e vuole spuntarla sempre lui anche quando non parliamo di calcio. Però lo fa in maniera molto simpatica, è uno molto divertente nello spogliatoio, sicuramente contribuisce a creare un clima ancora più sereno». E il napoletano Paolo Cannavaro cosa le ha suggerito di non perdersi assolutamente della città? «Mi ha suggerito di visitare molti posti, so che Napoli è bellissima e ci sono tante cose da vedere. Però il tempo a nostra disposizione non è molto, giochiamo quasi ogni tre giorni, tra campionato e coppe. Poi ci sono gli allenamenti e quindi siamo sempre in campo. Ma qualcosa l’ho vista di Napoli e ho anche girato un po’ per visitare altri posti della Campania. Ad esempio sono stato in costiera, veramente un incanto». La cucina napoletana: la pizza vince lo scudetto? «La pizza mi piace molto, la mangio e mi piace molto. Difficile dire però quello che preferisco, ci sono tante pietanze buone: la cucina napoletana è gradevole, come quella italiana in generale. Anche a Palermo ho gustato piatti buonissimi». Torniamo al calcio: chi è il difensore in Italia che l’ha fatta soffrire di più? «Adesso il calcio è cambiato, non esistono più le marcature ad uomo, non ti prende un solo difensore in consegna, ci sono situazioni di gioco che ti portano al confronto in maniera diretta con più avversari. In linea generale i difensori più arcigni sono quelli delle squadre piccole che hanno la salvezza come obiettivo, devono arrivare al più presto a quota quaranta punti per garantirsi la permanenza in serie A. Gli spazi si restringono e ti stanno più incollati. Le grandi squadre invece affrontano le partita più a viso aperto e anche per noi attaccanti c’è più libertà». Il rivale più forte in Italia: Ibrahimovic è sempre l’attaccante più temibile del campionato di serie A? «Ibrahimovic è un attaccante straordinario, un giocatore completo che segna nel Milan con grande continuità, ora è arrivata anche la tripletta a Palermo. Però dico anche Di Natale, uno che sa pungere al momento giusto, quindi molto pericoloso in ogni momento delle partite. Difficile fare raffronti, siamo attaccanti diversi e ognuno ha le sue caratteristiche: ci somigliamo in qualcosa e in altre cose siamo differenti». Cavani bomber a tutto tondo: segna di testa, di piede, anche di spalla. Unico neo, qualche rigore sbagliato di troppo. Dovrebbe provare soluzioni diverse dal dischetto? «Il rigore lo sbaglia chi lo tira. E poi per me un tiro sbagliato è quello che calci a porta vuota e lo mandi fuori. Quando batti un rigore di fronte c’è il portiere, se intuisce e riesce a parare dico che è bravo lui. Posso scegliere diverse soluzioni, a Parma ho tirato alla destra di Mirante, ma posso decidere di calciare anche in altri modi. L’importante comunque è aver segnato sulla respinta del portiere, solo questo conta, aver conquistato i tre punti nella trasferta difficile di Parma». Cavani ormai stella mondiale, come si sente? «Sono contento di essere arrivato dove sono adesso nel Napoli e con l’Uruguay perché in questo modo sono stati ripagati i tanti sacrifici che ho fatto nella mia vita per sfondare nel calcio: sono andato via di casa presto, ho lasciato il mio Paese. Spero di crescere ancora, questo è uno dei miei obiettivi. Voglio lasciare sempre bei ricordi come uomo e come calciatore e da calciatore posso farlo segnando quanti più gol possibili e provando a vincere qualche trofeo con le squadre con le quali gioco». Si sta infilando sulla scia dei superbomber europei: lontanissimi restano solo Messi e Cristiano Ronaldo. «Messi e Cristiano Ronaldo sono due fenomeni, da parte mia ho poco da aggiungere. Giocano nel campionato spagnolo, sono grandissimi protagonisti, per loro parlano i gol, le prestazioni, i fatti. Io seguo la mia strada, gioco con il Napoli nel campionato italiano e spero con il Napoli di arrivare il più lontano possibile».
Fonte:Il Mattino

Inler: "Il segreto di Lavezzi? E' sempre allegro"

Posted by napolipersempre 21:11, under | No comments


Gokhan Inler ha parlato oggi ai microfoni di Sky Sport24 HD della vittoria di domenica a Parma.
"Tanti giocatori sono stati impegnati con la nazionale ed era anche la prima volta alle 12.30, non era facile per noi. Ma si è visto che, anche non giocando bene, abbiamo portato a casa questi tre punti molto importanti.. E’ chiaro che sappiamo che possiamo fare meglio".
Sulla corsa al terzo posto
"Sicuramente, ci crediamo, ma dobbiamo tenere sempre i piedi per terra, perché dobbiamo lavorare di più, sempre concentrati. La nostra prossima avversaria sarà il Cagliari e vogliamo continuare così, perché abbiamo ancora tutte le possibilità per fare bene".
Sta tornando il miglior Inler
"Si, è chiaro che io guardo alla squadra, perché prima non era sempre lo stesso Napoli, ma stiamo cercando di essere tutti pronti per fare sempre bene".
In questo momento, qual è il segreto dei Lavezzi?
"E’ sempre allegro, è un bravo ragazzo, che lavora bene. Sono contentissimo perché adesso segna anche ed è un giocatore fondamentale per noi. Dà veramente tanto e lo si è visto anche in campo".
Sulla Champions: c’è un entusiasmo pazzesco da parte dei tifosi
"Sicuramente, dopo Villarreal tutti vogliono esserci e sono contento per loro, perché sanno che abbiamo una squadra forte, che possiamo giocarcela quasi con tutti. Ringrazio per prima la gente, che è sempre dietro di noi".
Che Napoli ci vuole per passare il turno, per uscire indenne da Stamford Bridge?
"Una squadra forte, concentrata, difensiva e, poi, in attacco possiamo sempre fare male".
Prima, però, c’è il Cagliari
"Sicuramente, ci dobbiamo pensare al 100%, perché il Cagliari è una squadra tosta e dobbiamo fare il nostro gioco".

Febbre Champions:In Tremila in fila tutta la notte.Tagliandi esauriti in poche ore

Posted by napolipersempre 12:44, under | No comments


NAPOLI - Notte all'addiaccio e momenti di tensione stanotte davanti lo stadio San Paolo di Napoli dove circa tremila i tifosi del Napoli hanno atteso l'apertura dei botteghini per acquistare i biglietti dell'incontro di Champions League Chelsea-Napoli, in programma il 14 marzo prossimo. Sono stati segnalati anche momenti di tensione, con tentativi di prevaricazione da parte di frange estreme del tifo azzurro che hanno cercato di guadagnare posizioni nelle code, non regimentate. A tenere sotto controllo la situazione numerose pattuglie delle forze dell'ordine in assetto antisommossa, costrette anche a manovre di alleggerimento per evitare scontri. Molti quelli per ore aggrappati alle recinzioni per evitare la calca. Dopo l'annuncio dell'avvio delle vendite da parte della Società Sportiva Calcio Napoli, rimbalzato su tv locali e i siti web del tifo azzurro, ieri sera la "febbre da Champions" aveva spinto all'esterno dello stadio centinaia di persone determinate ad attendere in fila le 8 di stamani, orario d'apertura dei botteghini.

BIGLIETTI ESAURITI - Tutti esauriti i biglietti per la sfida di Champions League tra Chelsea e Napoli che si disputerà allo Stamford Bridge di Londra il 14 marzo prossimo. I botteghini 1, 3, 4 e 5 dello stadio San Paolo hanno aperto alle ore 8.00 e dopo poche ore i tagliandi del Settore Ospiti dello stadio londinese, messi a disposizione dal Chelsea, sono stati venduti. Quelli messi in vendita oggi - fanno sapere dal Calcio Napoli - saranno gli unici biglietti con cui i tifosi azzurri potranno accedere allo Stamford Brigde Stadium di Londra, avendo le autorità inglesi già annunciato che permetteranno, per ragioni di ordine pubblico, l'ingresso dei tifosi azzurri soltanto al settore ospiti.
Fonte CDS

VIDEO:Parma Napoli 1-2 ampia sintesi Auriemma

Posted by napolipersempre 21:04, under | No comments



La sintesi dell'incontro tra Parma eNapoli terminato con il risultato di 1-2 a favore degli azzurri commentato dal telecronista tifoso di premium Calcio Raffaele Auriemma:


Parma-Napoli 1-2 Auriemma Ampia Sintesi HQ -... di NapoliFansTube

Abramovich esonera Villas Boas.Chelsea affidato a Roberto Di Matteo

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LONDRA - Il Chelsea ha esonerato il tecnico portoghese Andrè Villas Boas. La decisione è arrivata dopo la sconfitta in casa del West Bromwich per 1-0, la settima stagione in Premier League. Il Chelsea affronterà il Napoli allo Stamford Bridge tra dieci giorni per il ritorno degli ottavi di Champions: all'andata era stato sconfitto 3-1.

La squadra è stata affidata all'allenatore in seconda Roberto Di Matteo, ex giocatore della Lazio e dello stesso Chelsea, che la guiderà sino a fine stagione.

Parma in silenzio stampa:Ecco il comunicato

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Il Parma Fc, profondamente amareggiato dopo la sconfitta con il Napoli, ha scelto nel post partita di rimanere in silenzio. La squadra crociata tornerà ad allenarsi lunedi 5 marzo alle ore 11 a Collecchio in vista del recupero con la Fiorentina in programma mercoledì 7 marzo alle 18.30 al Tardini. Non sono in programma appuntamenti stampa. Mister Donadoni sarà a disposizione dei giornalisti martedì 6 marzo per la consueta conferenza pre rifinitura in orario che sarà successivamente comunicato.
fonte: fcparma.com

Lavezzi: "Momento straordinario per me"

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«È un momento straordinario per me e per la squadra»: così ai microfoni di Sky Sport Ezequiel Lavezzi commenta la vittoria del Napoli contro il Parma. «Terzo posto? Oggi abbiamo fatto una vittoria importante, non si sa dove possiamo arrivare. Il Parma è una buona squadra, abbiamo sofferto ma per fortuna abbiamo vinto», ha concluso il 'Pocho' Lavezzi.

Mazzarri:"Vittoria immeritata,poco lucidi e stanchi.Ogni tanto episodi a favore"

Posted by napolipersempre 17:02, under | No comments



Walter Mazzarri ha rilasciato alcune dichiarazioni nel postpartita di Parma Napoli ai microfoni di sky:
Oggi Banti aveva deciso di “marcarmi” a uomo. Sono uscito di dieci centimetri dall’area tecnica, ma non ho fatto niente di male. Oggi abbiamo vinto immeritatamente, abbiamo forse compensato la partita dell’andata. Serviva anche a noi che gli episodi ci andassero qualche volta a favore, andiamo avanti. Il Parma stava meglio, sicuramente avrebbe meritato di più, ma è andata così; dal punto di vista del gioco ci sono stati superiori. Siamo stati poco lucidi, loro sono stati bravi a pressare alti e ad impedirci di fare il nostro gioco. Abbiamo perso molti contrasti, atleticamente non eravamo al top. Con l’Inter ho adottato un centrocampo più solido, abbiamo sofferto di meno. L’esonero di Villas Boas? Fa sempre dispiacere quando un collega viene esonerato, vedremo il Chelsea come giocherà adesso.”
Fonte:Sky

Napoli corsaro a Parma,tra le polemiche.Decidono Cavani e Lavezzi.

Posted by napolipersempre 16:36, under | No comments


Termina 2-1 per il Napoli l’anticipo di pranzo della 26/a giornata di campionato. Al Tardini, i partenopei beffano il Parma grazie alle reti di Cavani e Lavezzi, intervallate dal momentaneo pareggio di Zaccardo. Ma, al di là dell’ottima prestazione, i padroni di casa recriminano per l’arbitraggio di Valeri che gli nega un rigore sullo 0-1 e, in coppia col guardalinee, non si accorge del netto fuorigioco del ‘Pocho’ in occasione del raddoppio azzurro.

Mazzarri, espulso nel finale, vola a 43 punti e si porta – in attesa della risposta delle rivali -  a -2 dal duo Lazio-Udinese. Per Donadoni un pomeriggio davvero amaro.

FORMAZIONI - Nel Parma, privo dello squalificato Floccari, Donadoni lancia Okaka in coppia con Giovinco e preferisce Musacci a Marrone in mezzo al campo. In difesa è Santacroce il sostituto dello squalificato Lucarelli con Paletta e Zaccardo a completare il reparto. Biabiany esterno destro, Modesto sulla corsia opposta. Mazzarri concede un turno di riposo a Campagnaro, c’è Grava al suo posto, e sceglie Britos per colmare la lacuna creata dalla squalifica di Aronica. Dossena titolare a sinistra con Zuniga in panchina, Dzemaili fa rifiatare Inler in mezzo al campo. Davanti i tre Tenori con Hamsik e Lavezzi a sostegno di Cavani.

PARTITA - Gara subito molto piacevole. Galloppa scalda le mani a De Sanctis dopo nemmeno 40 secondi, ma la prima grande occasione capita sui piedi di Lavezzi che al 26’ sfiora il palo con un destro a giro dall’interno dell’area. Altrettanto clamorosa la chance fallita 3’ dopo da Galloppa, il quale non capitalizza il ‘cioccolatino’ servitogli da Giovinco alzando troppo il sinistro da posizione vantaggiosissima.

Dopo aver già perso Britos (contusione al piede operato in estate, dentro Campagnaro), Mazzarri è costretto a modificare nuovamente la difesa per via dell’infortunio di Grava che lascia il campo sostituito da Fernandez. Al 39’ l’episodio che sblocca il risultato: Cavani cade dopo un presunto contatto con Musacci, Valeri indica il dischetto. Dagli undici metri lo stesso ‘Matador’ si fa parare il destro da Mirante ma è bravo a ribadire in rete per l’1-0.  Il risultato va stretto al Parma, e la conferma arriva nel finale di frazione quando Paletta si divora il pareggio allargando troppo il piatto destro sull’ennesima giocata di Giovinco.

Il secondo tempo si apre con un episodio che farà discutere: Biabiany stacca di testa sul corner di Giovinco, Dossena devia col braccio ma Valeri non vede e non assegna il rigore. I ducali insistono, e all’11’ falliscono un’altra occasione con Mariga che spara alle stelle di destro sul perfetto assist di Biabiany. Al 32’ il meritato pareggio: angolo di Giovinco, De Sanctis non trattiene il destro di Paletta e Zaccardo anticipa Fernandez per il tap-in che vale l’1-1. Ma per il Parma la beffa è dietro l’angolo e si materializza al 41’, quando Lavezzi (in fuorigioco) fa 2-1 di destro su assist di Cavani. Al 44’, lo stesso ‘Pocho’ centra clamorosamente il palo a porta vuota ben imbeccato da Inler.

CHICCA -  Si gioca al Tardini, ma sembra di stare al San Paolo. L’affetto dei tifosi azzurri non è mai venuto meno, ma gli ultimi risultati sembrano aver fatto nuovamente impennare l’entusiasmo dei napoletani, accorsi in massa – oltre 5 mila - in Emilia occupando interamente il settore ospite con cori, applausi ed incitamento continuo.

TATTICA – Grazie al buon feeling con la porta dimostrato nelle ultime settimane, Lavezzi agisce molto più vicino del solito a Cavani. Di conseguenza, la posizione di Hamsik è meno defilata e più centrale modificando in un 3-4-1-2 il consueto ‘albero di Natale’ di Mazzarri. Dall’altra parte, Donadoni sceglie di affrontare il Napoli giocandosi la carta tanto cara agli avversari: il ritmo. La velocità di Bianiany, la fantasia di Giovinco e le incursioni dei centrocampisti il resto delle armi previste dal progetto tattico dell’ex ct. Nel finale, con l’ingresso di Marques, il Parma rischia tutto col 3-4-1-2.

PROMOSSI&BOCCIATI - Nonostante il goal macchiato dalla posizione irregolare, Lavezzi si aggiudica di gran lunga la palma del migliore in campo. Per l’argentino, in forma smagliante, accelerazioni a go go e un senso di continua pericolosità. Nel Napoli è buona anche la prestazione di Cannavaro, chiamato a dirigere una difesa improvvisata. Da rivedere Fernandez, che si perde Zaccardo sull’1-1, e un Dossena un po’ troppo timido.

Mazzarri:Giocano i tre tenori.Ho un dubbio in difesa e uno a centrocampo"

Posted by napolipersempre 21:15, under | No comments


Walter Mazzarri si presenta in conferenza stampa e snocciola quasi gli undici che affronteranno il Parma, nella prima di marzo, un mese pazzo, perché contiene tutto, la corsa al terzo posto, l'ottavo di finale che vale un quarto di Champions e la semifinale di coppa Italia che con un gol può portare a Roma. "Giocano i tre tenori e a sinistra Dossena. Zuniga non l'ho ancora visto". Infatti: perché qui va tutto sotto sopra e il colombiano è dovuto arrivare a Miami per un'amichevole. Viaggio di ritorno complesso, quando basta per liberare il mancino italiano.
ORARIO SCOMODO - Parma-Napoli va in onda quando si esce da messa, prima di accomodarsi a tavola, prima di sintonizzarsi sugli altri campi, dopo che Milan e Juve sono già rientrate a casa: un caos, insomma, nel quale Mazzarri sistema un po' di ordine: "Ho due dubbi, uno in difesa e uno a centrocampo, perché Campagnaro, Gargano e Inler hanno giocato tanto". Si scaldano Grava e Dzemaili, ma poi si vedrà, perché venerdì sera ci sarà il Cagliari. Partita spigolosa, per vari motivi: Mazzarri la cataloga: "E' difficile". E' la sfida con Donadoni, il suo predecessore ("non parlo del passato"), è una sfida che può concedere il diritto di pensare ancroa al terzo posto ("io vivo alla giornata, come sempre, e ogni partita è una finale"). La primavera si avvicina, il clima rende più loquaci: "Non sono antipatico, ma un po' permaloso. Con De Laurentiis il rapporto è splendido, lo ringrazio per le belle parole. Voglio una squadra aggressiva. Rimpiango tre pareggi: con la Lazio, a Novara, con il Cesena". Ma c'è il sole a Castelvolturno, mica ci si può lasciar rodere il fegato dai rimpianti? E allora, mezzogiorno e mezzo di fuoco: domenica 4 marzo 2012.
Fonte: CDS

L'Urlo di Napoli:"Diego ti aspettiamo"!

Posted by napolipersempre 12:22, under | No comments



Appuntamento al 10 maggio. I tifosi napoletani lo hanno già segnato sul calendario e se le parole di Salvatore Bagni saranno confermate dai fatti sarà un’altra grande festa, come quella del 2005 quando Maradona arrivò a Napoli per celebrare l’addio al calcio di Ciro Ferrara. «La festa? Certo che la ricordo, fu una esperienza bellissima». Il portiere dello scudetto, Claudio Garella, attende notizie. Pronto a tornare a Napoli nel caso che le idee diventino concrete. «Ricordo benissimo quella serata. Fu fantastica. Diego è ben voluto da tutti. Non ho mai trovato nessuno che parli male di lui». Pronto a ritornare a Napoli dunque? «Certo, ma non vi aspettate che faccia il giocatore. Semmai potrò fare il team manager». Dalla porta alla difesa. Venticinque anni fa Peppe Bruscolotti era il perno principale. «Sarei contentissimo se potesse tornare. Se ne parlò anche nel 2010 in occasione dei 50 anni di Diego ma sono cose che si dicono sempre e ci vuole molto tempo per organizzarle». In occasione dell’addio al calcio di Ciro Ferrara i due si incontrarono in albergo: «Parlammo dei nostri trascorsi e lo vidi molto contento. Ora è un po’ che non lo sento. Leggo dai giornali della sua carriera di allenatore anche se il calcio negli Emirati è ancora un po’ approssimativo. Potrebbe essere una passerella». Vincenzo Siniscalchi, ex componente del Csm e avvocato storico di Maradona. «Sarei molto contento se ritornasse. Ho visto recentemente Claudia Villafane in occasione della partita contro il Manchester City al San Paolo. Abbiamo naturalmente parlato dei tempi che furono e ci siamo salutati affettuosamente. Mi piacerebbe riabbracciare Diego così come accadde nel 2005. Lo hanno tenuto lontano per quella assurda vicenda fiscale. Spero che l’amministrazione dello Stato possa rivedere le sue posizioni. Ho letto l’intervista di Bagni e ha detto cose sacrosante a riguardo. Era un momento molto particolare. Careca ed Alemao hanno avuto la possibilità di difendersi, lui no». Da un mancino all’altro ecco Franco Porzio, il Maradona della pallanuoto: «Non me ne vogliano gli altri, ma Diego è stato il nostro prim’attore, il nostro grande alfiere. Se venisse a Napoli lo porterei all’Acquachiara per fargli conoscere questa realtà a nord di Napoli dove ragazzi di aree complicate possono fare attività sportiva e ritrovarsi». E se dovesse tenere una lezione ai suoi ragazzi? «Semplice. Lo lancerei in acqua, e siccome la piscina è profonda, mi getterei anche io sorreggendolo sulle spalle. Poi via, tutti palleggi di testa per ricevere l’applauso del quartiere per ore e ore». Ma cosa ci si deve aspettare se tornasse Diego? «Ancora adesso c’è gente che passa davanti al Majestic e ricorda: questo è l’albergo dove è stato Maradona»”. Il racconto è di Antonio Macera che quel giorno di giugno era alla reception dell’albergo di Chiaia. «Fino alla mattina non sapevamo nulla del suo arrivo. Poi ci colse di sorpresa. Entrò dal garage e puntò la porta. Uscì e fu il tripudio. Gli altri ospiti dell’albergo si stupirono di tanto calore. Al mio motorino tolsero la sella. Alcune macchine furono distrutte». Una ventina di stanze per tutti gli ex giocatori del Napoli ed un capriccio: «Una pizza alle due di notte che gli fu comprata a Santa Lucia». Un ospite di prestigio oppure troppo problematico? «Sicuramente di prestigio, non scherziamo»
Fonte:Il Mattino

De Laurentiis:"Hamsik e Lavezzi non li cedo neanche per 50 mln.Cavani ne vale almeno 100"

Posted by napolipersempre 12:14, under | No comments


De Laurentiis e il Napoli, ma soprattutto le richieste che arrivano da grandi club per i gioielli dello scrigno azzurro e gli obiettivi della squadra. Il patron ha ribadito i suoi intenti ai microfoni di Radio 24. «Cavani, Lavezzi, Hamsik? Non c’è nessuno che può acquistarli. Nessuno è vendibile, non li cedo. Li cederei solo per un’offerta irrinunciabile, ovvero quelle che raddoppiano o triplicano il valore del calciatore. Cavani non lo cederei nemmeno per 70 milioni, una volta lanciai una provocazione: 100 milioni per il Matador. Lavezzi è l’anima del Napoli, non va via nemmeno per 50 milioni (ma il Pocho può liberarsi per 31 in base al contratto). Hamsik? Lo considero mio figlio, nemmeno lo slovacco vale 50 milioni. Per i bilanci non sono costretto a cedere nessuno». Su Maradona. «Senza togliere nulla a Diego, guardo sempre al futuro. Rivorrei Maradona a Napoli? Certo ma ha problemi col fisco. Cosa potrebbe fare Diego in azzurro? Le persone non vanno usate ma utilizzate, potrebbe essere l’ambasciatore nel mondo del Napoli senza senza mai mettere piede in Italia. Quanto sono disposto a spendere per Maradona? È esoso, per il film «Tifosi» mi costò 500 milioni di lire per un solo giorno. Diego allenatore? Non può fino a quando non risolverà i problemi con lo Stato». Su Mazzarri. «Per me non ha difetti. Non è irascibile o permaloso, sta sul pezzo 24 ore al giorno e usa al massimo la sua professionalità». Sul sindaco De Magistris. «Il sistema in Italia è sbagliato. Inutile votare un sindaco se poi deve scontrarsi contro una giunta comunale, non può governare. Di stipendio prende 4500 euro al mese, è ridicolo. Per le responsabilità che ha un primo cittadino dovrebbe recepire un milione di euro l’anno, De Magistris è un manager che ha 16mila dipendenti al Comune di Napoli. È una persona perbene, si sta comportando bene ma vedremo se riuscirà a rispettare il suo programma. Se tifava dell’Inter? Molte persone mi fanno dubitare di essere del Napoli, lo invito allo stadio e capisco che deve farsi vedere a Fuorigrotta per il suo ruolo istituzionale. Non viene sempre allo stadio, viene quando può venire». Il presidente aveva già parlato del suo Napoli. Parole e sorrisi alla prima partenopea del film di Verdone «Posti in piedi in Paradiso». Siparietto sul palco tra De Laurentiis e Lavezzi: «Pocho, resta a vita a Napoli, sbilanciati!». Pronta la risposta: «Devi sbilanciarti tu», il numero uno azzurro non s’è perso d’animo: «Ok», allora un Lavezzi divertito ha chiosato: «Per me va bene!».
Fonte: Il Mattino

Dzemaili:"A Parma con umiltà.Lottiamo su tutti i fronti e daremo il massimo"

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Blerim Dzemaili è l’ospite del salottino di Marte Sport Live: “Giochiamo alle 12.30. Mangeremo gli spaghetti alle 9.30, ma sarà lo stesso pure per loro. Dobbiamo sapere che sarà una sfida difficile, serve l’umiltà ammirata nelle ultime partite”. Dzemaili è l’ex della sfida: “Ho vissuto due anni bellissimi a Parma. La società è sana e fa un buon lavoro con Leonardi e Ghirardi. Li ringrazio, ora – però – sono a Napoli e voglio dare tutto”. Il suo bilancio è positivo: tre assist e due gol. “Nei primi due mesi di iniziale difficoltà per entrare negli schemi della squadra. Magari hai un po’ troppo rispetto dei compagni, poi ti rendi conto che sono umili e disponibili. Mi hanno messo nelle condizioni di fare bene, ho trovato confidenza con il gol. Il mio ruolo? Mi sento regista o mediano, ma posso fare anche il trequartista. Credo sia importante la duttilità tattica, queste sono le mie caratteristiche. A 17 anni, ho cominciato addirittura da terzino destro, ho fatto il centrale difensivo, poi sono diventato centrocampista”. La sfida del Tardini sarà difficile: “Confermiamo i nostri progressi, non subiamo gol da cinque partite e questo dimostra il lavoro in fase passiva. Contro Chievo e Fiorentina, abbiamo avuto l’atteggiamento giusto. Giocare contro Chelsea e Inter è più facile, ma in passato abbiamo avuto difficoltà contro le squadre che si chiudono, nell’ultimo mese le abbiamo superate e dobbiamo continuare così. Contro l’Inter, io, Gargano e Inler abbiamo giocato più vicini e il centrocampo era più coperto. Inler è più abituato ad una mediana a tre, comunque Gokhan non è mai andato in crisi: ha sofferto un paio di partite, ma è normale, si gioca tanto. Noi adesso non abbiamo paura di nessuno, serve l’umiltà necessaria, non dobbiamo allontanarci dal terzo posto. Per me, il campionato è importante per rigiocare la Champions dobbiamo arrivare al terzo posto. Affrontiamo tutte le competizioni al massimo. Vincere qualcosa qui sarebbe bellissimo. Mi auguro di potermi godere la scena”. Dzemaili ha buoni rapporti con i suoi ex compagni: “Sento Morrone o Mirante ogni tanto. Ora – però – sono a Napoli, è una grande famiglia. Mazzarri è bravissimo, prepara bene le partite e ci mette nelle condizioni di essere protagonisti”. Dzemaili non sa ancora se giocherà: “Vedremo domani, non lo so ancora. I tre tenori sono incredibili. Cavani segna sempre, Lavezzi è fortissimo, Hamsik fa da collante tra il centrocampo e l’attacco. Se tutti li vogliono, ci sarà un motivo. Speriamo che restino a lungo. Marek è il mio compagno di stanza durante i ritiri, abbiamo un bel rapporto, ma anche gli altri due sono incredibili. Pandev è un altro campione: non parliamo in macedone, conosco solo l’albanese, quindi preferisco l’italiano. E’ anche una forma di rispetto per il gruppo”. Dzemaili ha un debole per il San Paolo: “E’ uno stadio incredibile, il pubblico è sensazionale. Spero di restare qui a lungo. Contro l’Inter ho fatto bene, ora contano solo i fatti. Voglio far vedere alla gente in campo quanto valgo. Non parlo tanto, risponderò sul campo. Il mio rapporto con Mazzarri? E’ sempre stato disponibile. Il ritorno con il Chelsea? Sarà una sfida difficile, ce la giocheremo al massimo”. Dzemaili si è ambientato bene a Napoli: “Mi trovo benissimo, adoro la mozzarella. La città è bellissima, non ho parole per quello che ho trovato qui. La partita più bella della stagione? E’ difficile, ce ne sono tante. Spero che la migliore sia quella di Parma, non possiamo fermarci adesso. Questo è il momento più difficile dell’anno, possiamo fare sei punti prima della Champions e giocarci il terzo posto. Noi vogliamo fare molto bene e adesso pensiamo solo al Parma, questo è il mio messaggio per il pubblico. Vargas? Farà bene, noi lo vediamo in allenamento. La gente non lo conosce ancora, non è facile ambientarsi qui”.
Fonte: Radio Marte

Maradona:"Vorrei tornare a Napoli per i 25 anni dello Scudetto,e rigiocare al San Paolo tutti insieme"

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 «Quando mi ha detto che qualche volta, nonostante il caldo, fissa gli allenamenti del suo Al Wasl anche al mattino presto, quando ai miei tempi per lui le ore della mattina erano buone solo per dormire, l’ho guardato divertito e gli ho detto: cavolo, Diego, ma allora fai sul serio?». Si è fatto crescere un po’ la barba, un po’ anche i capelli, è ingrassato, fa il papà e il nonno, ma Maradona per Salvatore Bagni resta sempre uno dei suoi più cari amici. E Bagni racconta Diego Armando Maradona dopo averlo incontrato a Dubai, nella villa di Palm Jumeirah dove il Pibe de oro si è trasferito da poche settimane. Un dono dello sceicco Mohammed Bin Rashid alMaktoum, l’artefice principale della crescita immobiliare vorticosa della città e, guarda caso, pure il presidente del suo club. «È un’abitazione da favola, su un’isola artificiale piena di palme, sembra quasi di vivere a Disneyland. Lui esce nel giardino e trova la sabbia. Quella di Cesenatico è più bella, ma come sempre Diego se la passa alla grande. Perché resta il numero uno». Bagni ha fatto visita al vecchio compagno la settimana scorsa. Soprattutto per vacanza, ma po’ anche per parlare di futuro. Il guerriero del primo scudetto era con la moglie Letizia, il figlio e (futura) nuora al seguito e altri familiari. Una comitiva di otto persone partite dalla Romagna per un tour nel caldo. E Diego gli ha spalancato le porte della sua vita da nababbo negli Emirati. È uno dei pochi ad aver libero accesso ai bunker del fenomeno, in qualsiasi parte del mondo si trovi. «Non sono qui in vacanza, voglio fare l’allenatore, diventare il più grande allenatore del mondo. Vedrai ”Salva” che ce la farò. Vorrei cominciare a vincere già qui con l’Al Wasl, spero di riuscirci presto», ripete a Bagni. E il centrocampista racconta tutto con l’orgoglio di chi, più che parlare delle ambizioni di un amico, parla dei sogni del proprio fratello. «Con lui c’è sempre Veronica, la sua compagna e le poche persone di cui si fida. Ma al telefono tiene le redini della famiglia, coordina qualsiasi decisione. E quando può prende l’aereo e vola a trovare le figlie: il 19 febbraio, tra un partita e l’altra, era a Manchester. Mi ha detto: ”Salva, quando diventerai nonno capirai. È una cosa da impazzire”. Era il compleanno di Benjamin, compiva 3 anni, e ha fatto una sorpresa a tutti. È piombato a casa di Gianinna e di Aguero (il Kun, il bomber del Manchester City, ndr) pieno di regali. È un grande». Veronica Ojeda ha 32 anni ed è da tre anni la nuova fidanzata del Pibe. Lo segue ovunque. Viene anche lei dal ghetto di Villa Fiorito, dove faceva l’insegnante di educazione fisica. «È una persona meravigliosa», spiega Bagni. Nel cuore del campione ha preso il posto di Claudia Villafane, la moglie, che però è rimasta ancora la sua manager, almeno per alcuni contratti pubblicitari e per numerosil investimenti in Argentina. «L’ho trovato in gran forma, pieno di progetti, di sogni, di obiettivi – racconta ancora Bagni – Pensavo che stesse un po’ giù perché il mese prima lo avevano ricoverato e operato d’urgenza per un calcolo renale. Ma si è rimesso in fretta e furia. Diego è unico in tutto». In quelle stesse ore in cui c’è stata la rimpatriata in casa Maradona, Diego ha vissuto l’ansia per il ricovero del papà, don Diego, in un ospedale di Buenos Aires. «Era pronto a prendere il primo volo per l’Argentina, per lui la famiglia viene prima di tutti e per i genitori ha sempre avuto un’adorazione speciale – racconta ancora Salvatore – Poi lo hanno rassicurato e lui ha ritrovato il sorriso. Ma ha vissuto un grande spavento». Ovviamente per Maradona c’è la fila anche negli stadi degli Emirati per vederlo, sia pure solo in panchina. L’attrazione resta sempre Diego, una reliquia del vecchio calcio. Incontrare Bagni significa parlare di Napoli e del Napoli: per lui è come sfogliare l’album di famiglia. Quando era ancora un giovane uomo, un idolo. A Napoli si è consumata parte della sua rovina, a Napoli si è consolidata però anche la sua gloria. «Gli ho ricordato: lo sai Diego, il 10 maggio sono 25 anni dallo scudetto a Napoli. Dal nostro primo storico scudetto vinto in quella città. Lui mi ha preso in giro: ”Siamo diventati vecchi allora…” e poi ha fatto finta di non ricordarselo. Ma era sicuro un bluff, ricorda qualsiasi cosa, figurarsi una data del genere. Poi lo ha ammesso: ”Come sarebbe bello poter tornare al San Paolo quel giorno, giocare una partita ancora tutti quanti insieme, con la maglia azzurra e con tutti quelli che quel giorno erano con noi in campo. E i tifosi napoletani sugli spalti. E poi andarci a mangiare pizza e pesce”. Abbiamo sorriso insieme». Nessun accenno al fatto che Maradona per lo Stato italiano è un evasore fiscale e che appena ci mette piede si ritrova gli agenti in aeroporto, pronti a sequestrare i suoi orecchini. Quelle che succederebbe ancora se tornasse: «Però questo non è giusto, sarebbe il caso di fare qualcosa – dice Bagni abile avvocato difensore – Una cartella esattoriale di tutti quanti quei milioni? C’è stato di sicuro uno sbaglio, un errore. Forse non è tutta colpa sua». Bagni ci aveva già provato a fare una grande festa in onore del giocatore più forte del mondo in occasione dei suoi 50 anni, nell’ottobre dello scorso anno. Ma il suo progetto andò in fumo, anche per i problemi con il fisco che attanagliano Maradona. «Nel caso io impiego mezza giornata a chiamare tutti per farli giocare il 10 maggio. Ma senza Diego non sarebbe la stessa festa. Anzi, non sarebbe neanche una festa», s’affretta a spiegare. Un feeling incredibile quello tra Dieguito e Salvatore. Nato, come tutte le amicizie che poi non tramontano mai, con un litigio. A Vietri sul Mare. «Non fu una lite tra me e lui, ne hanno dette tante su quella riunione – racconta ancora Bagni – Ci fu una discussione in cui chiarimmo delle incomprensioni e ci dicemmo le cose in faccia. Funzionò: non solo ci salvammo, ma due anni dopo vincemmo lo scudetto. È vera una cosa: quel giorno a Vietri furono messe le radici sul campionato che vincemmo nel 1987». Nel presente di Diego per adesso ci sono gli Emirati Arabi: «Ma Napoli resta la sua magnifica ossessione. Ci ha lasciato il cuore. Non parla mai di altre sue esperienze calcistiche, le sue vittorie con la maglia azzurra sono al pari di quella con la nazionale argentina, del campionato del mondo vinto in Messico nel 1986», confessa Bagni. Ovvio che il compagno racconti di Diego Armando quel poco che vuole. Ovvio che non c’è nessuna voglia scalfire il suo panorama sentimentale. «Neppure gli ho detto che qualcuno ha osato pensare di dare a Lavezzi la sua numero 10. Il Pocho è fortissimo, per me è un campione. Ma Diego è inavvicinabile. Non c’è nessuno che può essere paragonato a lui». E alla fine anche per Bagni arriva il momento di confessare il suo di sogno: «Sì, un giorno mi piacerebbe vivere un’altra esperienza insieme con lui, condividere la quotidianità con il mio vecchio amico. Maradona allenatore e io che gli porto piccoli campioni presi in giro nel mondo da far crescere. Nel Napoli? Chissà, ma i sogni sono sogni…».
Fonte:Il Mattino

FOTO: Il nuovo San Paolo,ecco i dettagli del progetto

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Il progetto del nuovo San Paolo è già pronto: è il cuore di un quartiere, Fuorigrotta, che punta a rilanciarsi con un impianto più moderno che possa portare lavoro e investimenti, senza essere ostaggio delle partite di calcio. Il nuovo San Paolo, preliminarmente bisogna sottolinearlo, non esclude per nulla,anzi,un nuovo stadio in un’altra area della città. Eccolo, il progetto. Porta la firma dell’ingegnere Gabriele La Pietra, capo staff di Pina Tommasielli,assessore allo Sport, che ha preso in carico l’onere e l’onore di far disegnare lo stadio che vuole non solo Fuorigrotta ma l’intera città e soprattutto Palazzo San Giacomo.Questo il modello. Un impianto multifunzionale che riqualifica l’intera zona occidentale. Non un semplice stadio per il calcio. Vecchio e nuovo dunque non si escludono.Li accomuna ildato politico chel’amministrazione non tirerà fuori un euro. Chi vuole una casa nuova deve pagarsela, questo il concetto. Altrimenti aspetta che i proprietari facciano le loro legittime scelte. A breve partirà la manifestazione di interesse per lo stadio «dei prossimi 50 anni» intanto per l’impianto di Fuorigrotta esistono già il progetto e la previsione dell’impatto economico.Unproject financing da 300 milioni che cambia l’intero quartiere, lo stadio sarà solo l’attrattore degli investimenti, la vetrina. Su Fuorigrotta ci sono i fari puntati di un paio di imprenditori nostranie un paio diestrazione nordica. Tempi previsti per la realizzazione, dall’apertura del cantiere, 3 anni chiavi in mano.

 Tempi di ammortamento dell’investimento 8-10 anni. «L’ipotesi di elaborazione di unprogetto complessivo di ristrutturazione del San Paolo - si legge nella relazione - nasce dall’improrogabile esigenza di ammodernare l’impianto sportivo per tre ragioni. Necessità di adeguamento funzionale e normativo agli standard europei; far fronte alle attuali condizioni fatiscenti della struttura; necessità di riqualificazione delle aree urban ecircostanti». La domanda è: mentre ci sono i cantieri la squadra di calcio dove gioca? «Si costruirà prima di demolire si andrà avanti così e il Napoli non subirà disagi, c’è lo spazio per farlo»raccontano i tecnici.L’area oggetto di intervento è di 180mila metri quadrati.Gli azzurri continueranno a fare sognare i tifosi nonostantei cantieri, un po’ come accadde per Italia ’90,con maggiore raziocinio visti gli sviluppi della tecnologia da allora ad oggi. Ma entriamo nel dettaglio del progetto. Il nuovo San Paolo avrà una capienza di 55-60mila posti, la pista di atletica rimarrà, solo per fini agonistici, non per competizioni. Nella sostanza si avranno gli spalti - nella distanza massima - a una decina di metri dal terreno di gioco. Gli interventi nell’arena partiranno «dalla nuova gradinata in continuità con l’anello superiore; smontaggio dell’intera struttura esistente e della copertura» che verrà sostituita con una nuova in policarbonato completamente ricoperta da pannelli solari. Lo stadio sarà autosufficiente a livello energetico ed eco-compatibile. Eliminato il terzo anello, in suo luogo, solo in corrispondenza della tribuna, un terzo anello:«Sky box che possono ospitare 15 persone ognuno, serviti da ascensori accessibili direttamente dai parcheggi sotterranei». Sotto le gradinate nuove volumetrie che dovranno contenere un «complesso multifunzionale con attività commerciali, ricettive, di svago, per il tempo libero. Un centro sportivo con piscine e un centro benessere, aree di ristorazione e il museo della squadra oltre allo shop della società».Un San Paolo nuovo di zecca.La rivoluzione è anche all’esterno con parcheggi interrati per 75mila metri quadri.E la riqualificazione delle aree circostanti, valea direeliminarefinalmente il disordine urbano di Piazzale Tecchio ridotto a trincea di guerra. Verde attrezzato,con percorsidijogginge spazidedicati ai bambini. Una Fuorigrotta ri disegnata: tre edifici nuovi. Il primo tra l’attuale curva A e i distinti dove è previsto un albergo; in Piazzale D’Annunzio invece residenze, uffici, centri commerciali soprattutto; in via Claudio attrezzature pubbliche e residenze, per un totale di 40 nuove unità immobiliari. In primo piano il rispetto del dettato del Prg e del piano paesaggistico. La sinergia con la Mostra d’Oltremaresarà il perno di unautentico polo per iltempo libero e il commercio. La Mostra - in modo particolare - è già oggetto di importanti lavori di riqualificazione e ammodernamento.
Fonte:Il Mattino

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