ROMA, 23 giugno - "Rallentamenti per Inler al Napoli? Non ho capito cosa sia successo, in effetti l’accordo era stato già definito da un mese, il procuratore è una persona corretta e Inler è un giocatore corretto. Non so dove si sia arenata la trattativa, non siamo disponibili a perdere tempo con altri club, se combina con il Napoli va bene altrimenti resterà ad Udine un altro anno a giocare la Champions con noi". Così Giampaolo Pozzo, patron dell'Udinese, sulla trattativa che deve portare Inler al Napoli.
"Non siamo disposti a trattare con altri club -spiega Pozzo a 'Radio Kiss Kiss'-. O conclude con il Napoli o resta con noi e lo aspettiamo a braccia aperte, aumentandogli nel caso il contratto. Non sarei tanto pessimista, la cosa è ben avviata e conosco la serietà dei personaggi, bisogna avere pazienza, se Inler va a Napoli, ci resta tutta la vita. Lui è svizzero, una mentalità un po' teutonica, è uno che va con cautela. Napoli e l’ambiente gli piacciono, questi ostacoli sono sicuramente superati".
COMPLIMENTI - "De Laurentiis è nuovo e pieno di energia, lotta con i denti e non ha nemmeno torto -prosegue il patron-. Ha dimostrato di essere valido ed abile anche nel calcio, credo che abbia tenuto conto degli aspetti economici anche sul mercato. Se si muovono in maniera energica, hanno capito che c’è bisogno di attrezzarsi adeguatamente. I tifosi stiano tranquilli, i fatti del Napoli dimostrano che in pochi anni De Laurentiis ha portato la squadra in Champions League".
SANCHEZ - Su Sanchez Pozzo aggiunge: " Su Sanchez c’è stato un rilancio di altre società? Questo è un giocatore di assoluto valore. Se fosse stato un giocatore del Milan, tutti l'avrebbero pagato 70 milioni. Il suo valore, perché siamo l’Udinese, è di 50 milioni. Per me è come Messi, noi vogliamo che sia pagato il giusto prezzo, altrimenti, ha solo 22 anni, resterà ad Udine e mi farà solo un piacere, perché giochiamo la Champions e vogliamo fare bene. Quindi: o sono convinti e pagano la cifra che dico io, oppure per il bene del giocatore, Alexis resta qui e lo vedranno tutti in televisione. Denis? Resta ad Udine, abbiamo definito la comproprietà con il Napoli".
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Nessuna rassicurazione a Cassano e al suo agente, l'avvocato Bozzo, che per il fuoriclasse di Bari Vecchia si aspetta un maggior utilizzo nella prossima stagione. Adriano Galliani non può garantire al Fantantonio un minutaggio importante nel 2011-12 e quindi non ha escluso categoricamente la partenza dell'ex Sampdoria: "Nessuno al Milan ha il posto garantito e la conferma è arrivata anche qualche anno fa quando abbiamo rinunciato ad acquistare Klinsmann perché voleva vedersi assicurata una maglia da titolare. Cassano, da campione, si giocherà il posto con gli altri campioni che abbiamo".
HAMSIK E DROGBA - L'ad rossonero ha spiegato che il Milan attuale "è una squadra completa in tutti i reparti e che dispone di un buon organico", ha incensato El Sharaawy ("E' un giocatore straordinario che può diventare un grande campione e resterà sicuramente in organico la prossima stagione") e ha garantito che Paloschi non lascerà il Milan a differenza di Strasser, probabilmente destinato al Novara. E i grandi movimenti, i colpi da novanta? "Il mio amico De Laurentiis può valutare Hamsik quanto vuole. Più di Pato? Liberissimo di farlo. Hamsik non è mai stato un nostro obiettivo e resterà a Napoli esattamente come Pato starà a Milano. Drogba? E' un nome suggestivo, ma non verrà. Vidal da acquistare insieme al Genoa? So chi è ma non ci interessa".
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, come promesso è tornato stamani a Radio Marte nel corso di Marte Sport Live, rispondendo alle domande dei tifosi. Ecco quanto evidenziato da Napolipersempre.com: "Hamsik al Milan? E' uno stillicidio della Gazzetta dello Sport che si è messa in testa di fare un assist non a me ne' ai napoletani, quindi non so a chi. Ho detto chiaramente che l'amico Galliani, che è una persona seria, abbia chiarito che non c'è alcuna intenzione di portare Hamsik a Milan. Notizie su Inler? Mi piacerebbe, dopo che Mazzarri avrà parlato con lui, trovare il tempo per incontrarlo, parlarci, avere uno scambio di sensazioni reciproche; ha un agente estremamente simpatico, intelligente ed educato e se ci si sedesse tutti e tre "al tavolo della cordialità", si troverebbe la chiave del cerchio. Spero di trovare questo tempo nelle prossime 48 ore. No al Real per Lavezzi di Bronzetti? Lui è una persona che se la canta e se la suona; gli ho risposto che il Real Madrid ha il mio numero di telefono, perchè non mi chiamano loro? Penso sempre di più che devo fare un film sul calcio, perchè sarebbe un film estremamente divertente. Possibilità di prendere Vidal? E' in cima ai miei pensieri, è un'eccezionale 24enne e ci stiamo pensando, lavorando seriamente ed a fari spenti. Stiamo lavorando anche su altri, come Donadel e Dzemaili, ma anche qualcuno che milita in Francia ed in Olanda. Ma non dico chi: non ci piace fare il mercato ad uso e consumo dei media, ma per il bene nostro. Felipe Melo? Non ci è mai interessato. Capisco che la Juventus si vuole togliere delle "patate bollenti" in termini di costi e forse anche non utili alla squadra, ma parlo senza cognizione di causa. Ma in ogni caso questo calciatore non fa al calciatore del Napoli. Campagna abbonamenti? Non vorrei nemmeno farla, vorrei dire ai tifosi "vediamoci allo stadio partita per partita". Ho visto negli anni scorsi che i risultati sono stati davvero scarsi a confronto delle realtà minori e sto pensando seriamente di non farla. Magari faremo un sondaggio per capire quanti sono i tifosi che vorrebbero abbonarsi", ha concluso De Laurentiis.
Ce l’ho, ce l’ho, ce l’ho, ce l’ho: e quando mancano settanta giorni alla chiusura della fiera, sull’album s’incollano le figurine di Donadel (28) e Santana (30), di Dzemaili (25) e di Criscito (25), gli adesivi freschi di stampa d’una estate resa immediatamente rovente, i muscoli e il talento per accomodarsi al tavolo d’una Champions da attraversare senza rimpianti. Si scrive Napoli e poi si legge tutto d’un fiato Inler, Vidal, Trezeguet, Zaccardo, ciò ch’emerge dalle brume di un mercato pirotecnico, una porta spalancata a spallate sull’Europa che conta e idee che si accavallano in sequenza per non lasciarsi trovare impreparati: avanti un altro, e con giudizio, dando un’occhiata alla difesa, al centrocampo e all’attacco e però anche alla panchina, per dotarla di ricambi autorevoli almeno quanto i titolari, per non doversi un giorno piegare a qualche rimorso, per completare il mosaico - in realtà un progetto - e consegnarlo con largo anticipo a Mazzarri. CRISCITO - I sei milioni di euro riconosciuti da De Laurentiis a Preziosi per la comproprietà rappresentano il primo passo, il prossimo è invece rappresentato dalla firma sul contratto che Bigon ha proposto ad Andrea D’Amico: Mimmo Criscito è separato dal sogno dell’infanzia da aspetti ritenuti marginali ma prima che scocchi l’ora X andranno rimossi gli ultimi ostacoli - rappresentati dai diritti d’immagine - e però ritenuti sormontabili. Il giorno buono è sempre il prossimo, ma la pratica viene annunciata in archivio per il fine settimana. INLER - L’appuntamento è in agenda per oggi e poi sulla telenovela più estenuante del mercato potrebbero ( finalmente) cominciare a scivolare i titoli di coda: il Napoli ed Inler si corteggiano ormai da un anno e mezzo, ma stavolta possono farlo con l’autorizzazione dell’Udinese, che ha concesso il proprio ok alla cessione attraverso l’accordo tra De Laurentiis e Pozzo. Le distanze siderali di due settimane fa sembrano essersi sensibilmente ridotte, la Vecchia Signora s’è eclissata e il matrimonio si può fare, arricchendola d’una clausola rescissoria divenuta l’ultima controindicazione.
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NAPOLI – Blerim Dzemaili è un giocatore del Napoli. A confermarlo è stato lo stesso giocatore ai microfoni del portale svizzero Blick: “Non potevo rifiutare un’offerta come quella del Napoli”. La firma potrebbe esserci nei prossimi giorni, quando il Parma formalizzerà il riscatto del giocatore dal Torino.
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NAPOLI - C'è anche un titolo forte per il mercato. "Hamsik al Milan? Nemmeno se mi offrissero Pato". Ma Aurelio De Laurentiis non ha tanta voglia di soffermarsi sulla campagna acquisti. "Inler? Riparliamone domani. Le trattative resteranno aperte fino al 31 agosto, non capisco perché dovremmo metterci fretta". Il presidente è molto più proccupato per l'emergenza del San Paolo. "I lavori richiesti dall'Uefa devono partire subito, altrimenti rischiamo di dover giocare in campo neutro la prima partita in casa della Champions: a Ginevra, San Siro o a Roma. Pensate se ci capita il Barcellona. Il danno per la città e i tifosi sarebbe enorme, per questo dobbiamo darci tutti da fare".
De Laurentiis, dai microfoni di radio Marte, lancia un appello al nuovo sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. "Stiamo cercando di colloquiare col Comune, sapevamo che il passaggio da una amministrazione all'altra avrebbe creato dei rallentamenti. I miei uffici, però, hanno fatto presente che ci sono delle urgenze per le norme Uefa. Senza certi lavori non si potranno disputare le prime gare di Champions al San Paolo. I tempi sono molto stretti. Bisogna cominciare domani mattina e chiudere i cantieri per la fine di luglio. In Italia c'è la pessima abitudine di scappare tutti al mare, dal 7
agosto in poi. E tra l'altro abbiamo in programma anche delle amichevoli di prestigio a Fuorigrotta, con squadre di livello internazionale. L'impianto dovrà essere assolutamente pronto, senza ritardi".
Il pallino passa ora all'amministrazione comunale, a cui De Laurentiis si rivolge con toni concilianti, ma fermi. "Auguri a de Magistris, sono convinto che sarà un grande sindaco e si è scelto dei collaboratori di valore. Per adesso dormo tra due guanciali, però sto in allerta e sono pronto a intervenire su tutti i fronti, a cominciare da quello del San Paolo". L'Uefa, dopo il sopralluogo della scorsa settimana, chiede interventi precisi. "Dal parcheggio alla tribuna ospiti e alla sala stampa". Nelle prossime ore, al Comune, è previsto un incontro per sbloccare la situazione. "L'assessore allo sport deve avere come priorità assoluta il Calcio Napoli e dare un'accelerata a quelli che sono gli obblighi richiesti per la Champions. Bisogna animarsi di buona volontà. Non siamo dei rompiscatole, vogliamo solo lavorare insieme con i nuovi amministratori". E i costi? Il presidente azzurro è categorico. "C'è una convenzione molto chiara sullo stadio: decideranno gli esperti a chi spetta pagare i lavori"
Repubblica
NAPOLI -È una settimana cruciale, destinata a orientare in modo decisivo la costruzione del nuovo Napoli, formato Champions. I primi tre annunci ufficiali, ormai maturi, sono attesi in rapida successione fra oggi e venerdì mattina. Per Blerim Dzemaili e Marco Donadel dovrebbe essere soltanto una questione di ore. Entrambi, infatti, hanno già raggiunto l’accordo con il club azzurro e sono pronti a ratificarlo con le rispettive firme. Imminenti. Dovrà invece avere ancora un po’ di pazienza Mimmo Criscito, ma solo per motivi di ordine burocratico.Andrea D’Amico, che ha la procura esclusiva del difensore (in vacanza all’estero), è stato squalificato lo scorso 4 aprile per un periodo di due mesi e venti giorni, di cui non resta che aspettare la scadenza. Ecco spiegato il motivo dei tanti rinvii. Il conto alla rovescia terminerà dopodomani, però. Per questo, senza ulteriori ritardi, il Napoli conta di concludere entro venerdì l’affare Criscito, bloccando sul nascere l’inserimento dei francesi del Paris Saint Germain. Non se ne sono curati troppo Aurelio De Laurentiis e Riccardo Bigon, che nel pomeriggio di ieri a Roma si sono concentrati sulla chiusura di un’altra operazione: l’acquisto a titolo definitivo del mediano svizzero Dzemaili, 25 anni, che era in comproprietà tra Parma e Torino. Da oggi il suo cartellino sarà interamente del club azzurro: costo 9 milioni, non tutti da pagare in contanti. Al Parma, come parziale contropartita, passeranno a titolo definitivo Emanuele Blasi e in prestito Fabiano Santacroce (con diritto di riscatto della metà). Manca solamente l’annuncio, che dovrebbe arrivare in contemporanea con quello di Donadel, il cui ingaggio è stato già definito col suo manager: Davide Lippi. Il nuovo Napoli partirà dunque dall’arrivo dei primi tre rinforzi per la Champions: Criscito, Dzemaili e Donadel. Ma la settimana di fuoco sul mercato potrebbe riservare altri colpi di scena. Sono infatti ore cruciali anche per altre due trattative. Inler, sempre in pausa di riflessione («Per me è un periodo davvero delicato, non posso ancora dire dove andrò a giocare», ha scritto lo svizzero sul suo sito), deve dare una risposta all’ultimatum di De Laurentiis al massimo entro due giorni. Si sussurra di un nuovo incontro tra il centrocampista e la Juventus, previsto proprio per dopodomani. Scettico Pozzo. «Troppe esitazioni, va a finire che resta a Udine». E in Germania si parla di un rilancio azzurro per Vidal: 13 milioni al Bayer Leverkusen e contratto (un milione e 600 mila euro) fino al 2016 per il cileno. Sul fronte attacco, invece, c’è da registrare la clamorosa indiscrezione filtrata in serata dall’Argentina: sarebbe Ricky Alvarez, 23 anni, la stellina del Velez Sarsfield, il sogno vero del Napoli. Offerti 12 milioni.
NAPOLI – Secondo quanto riportato dall'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, il Napoli non dovrebbe riscattare Yebda dal Benfica. Il suo club, tra le altre cose, sarebbe rimasto piacevolmente colpito dalle prestazioni che il centrocampista franco-algerino ha sfoderato durante questa stagione con la maglia azzurra.
Il vecchio campione si è arreso. "Lamela è in vendita". E ora c’è anche il prezzo: dodici milioni di dollari. Sono giorni da incubo per Daniel Passarella. Il River rischia, per la prima volta nella sua gloriosa storia, di retrocedere in serie B. Lo spareggio contro il Belgrano di Cordoba è una specie di roulette russa.
Finale agitato - Domenica si giocherà la gara di ritorno a Buenos Aires. In caso di risultato negativo una delle società più prestigiose del Sudamerica rischia di sgretolarsi, travolta dall’ira dei suoi tifosi e da una montagna di debiti. Il presidente Passarella, che vive ormai barricato in sede, si batte con la grinta di sempre. Nei giorni scorsi ha ricevuto un procuratore europeo. Motivo? Milan e Napoli sono pronti a dare l’assalto a Lamela, il gioiellino del River. Daniel non ha chiuso la porta. Anzi. Ma ha chiesto al suo interlocutore di rinviare l’incontro decisivo a lunedì 27, quando il destino dei «Millonarios» sarà scritto. In un senso o nell’altro il club di Buenos Aires non può permettersi di rinunciare ai soldi che può ricavare dalla cessione di Lamela. Se anche dovesse evitare l’onta della retrocessione ne avrebbe bisogno per non portare i libri contabili al tribunale fallimentare. Pressing - La sfida è aperta. Il Milan parte da un piccolo vantaggio. Ariedo Braida, nel suo blitz a Buenos Aires del novembre scorso, aveva strappato una promessa verbale a Passarella. "A parità di offerta lo dai a noi" aveva chiesto e ottenuto il dirigente rossonero. E il presidente del River è, notoriamente, un uomo di parola. Tra l’altro, Passarella e Braida avevano scherzato sul fatto che il talentuoso Erik ricordava, per alcuni movimenti palla al piede, il grande Gianni Rivera. Quindi, come non consegnarlo al Milan? Ma il Napoli è in pressing da più di un mese. E pur di portare il talento argentino al San Paolo è disposto anche a una piccola follia economica. Tra l’altro ora che il prezzo di Lamela è sceso di un buon trenta per cento l’affare diventa più che mai intrigante.
Proposte - Come finirà? É probabile che nei prossimi giorni ci sarà un passaggio «intermedio ». Galliani potrebbe proporre questa soluzione al Napoli: via libera sul fronte Lamela (con la possibilità per i partenopei di ottenere il prezzo migliore) in cambio della possibilità di aprire una trattativa seria per l’acquisto Hamsik. Il Milan continua a considerare lo slovacco la prima scelta e il sogno di Galliani è quello di regalare ai tifosi Hamsik ad agosto e Ganso a gennaio (quando dovrebbero essere riaperte le frontiere per il secondo extracomunitario). Qualità allo stato puro. Se De Laurentiis chiuderà la porta a questa opzione il Milan giocherà la sua partita per Lamela. Anche la Roma ha provato a entrare in corsa per il talento argentino, ma il neo d.s. Sabatini non ha convinto Passarella. Anzi, l’offerta di otto milioni per il cartellino di Erik ha irritato il presidente del River. Quindi, discorso chiuso con la Roma e via libera a Milan e Napoli disposti, tra l’altro, a lasciare ai «Millonarios» il 15 per cento del cartellino di Lamela in caso di successivi trasferimenti.
Il noto cronista tifoso del Napoli per SKY, Carlo Alvino, ha parlato del calciomercato del Napoli ai microfoni di Radio Caserta Nuova. Ecco quanto evidenziato da Napolipersempre.com: "La politica del Napoli è chiara: prima si tratta con la società e poi col giocatore, che è la cosa più corretta da fare e che non tutti fanno... Colpi Champions? Saranno Inler e Criscito che daranno qualità alla rosa. In merito allo svizzero, mi auguro che la telefonata di Mazzarri abbia sortito effetto... diversamente, è una questione che ha davvero stufato! Attacco? Lucarelli partirà e servirà un centravanti di esperienza come Trezeguet, ma non dimentichiamo che il Napoli ha Mascara che ogni volta che è entrato in campo ha dato l'anima, mostrando anche buon gioco. Lamela? Non mi piace tanto... ma se verrà, temo che partirà Hamsik, il quale ha più volte detto di non voler andare via e la società non ha nessuna intenzione di cederlo. Ma Raiola mi spaventa...", ha concluso Alvino.
NAPOLI, 20 giugno - Sono bastati sei mesi di Napoli a Victor Ruiz per capire la squadra nella quale è arrivata. Da gennaio a luglio, la carriera del difensore spagnolo è migliorata in meglio. In modo drastico. «Napoli è una religione. Maradona è Dio e Lavezzi è il suo erede». Così recita Victor Ruiz, alle prese con l'Europeo Under 21 in Danimarca. «Napoli è una città molto speciale, con un calore pazzesco. L'impatto più forte ce l'ho avuto con la gente: è incredibile, non ho mai visto nulla del genere. In ogni partita in trasferta c'erano 10mila, 15 mila tifosi al seguito», ha confessato Ruiz a Marca.
«NAPOLI, CHE CALORE DAI TIFOSI!» - «Sapevo che Napoli era una città incredibile ma non mi aspettavo una cosa del genere», ha proseguito - entusiasta - il difensore spagnolo. «Maradona è Dio per i tifosi partenopei perchè gli ha dato la gioia di due scudetti e una coppa Uefa e questa cosa i napoletani non se la scorderanno mai». A Victor Ruiz di Napoli piace molto anche il cibo: «E' molto buono, si mangia benissimo».
«IMPARATO MOLTO GRAZIE A LAVEZZI E CAVANI» - Ruiz confessa di aver imparato tanto accanto a campioni come Lavezzi e Cavani: «Abbiamo fatto uno splendido campionato che ci ha permesso di entrare in Champions League, un traguardo che all'inizio della stagione non era contemplato».
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In un'amichevole in preparazione alla Coppa America (dal 1° luglio) l'Argentina ha battuto 4-0 la modesta Albania davanti a 25 mila spettatori allo stadio 'Monumental' di Buenos Aires. Le reti sono state segnate da Ezequiel Lavezzi, Leo Messi, Sergio Aguero e Carlitos Tevez. La 'Seleccion' ha sempre controllato il gioco, anche se a tratti ha avuto problemi per costruire chiare situazioni di pericolo contro gli albanesi, che si sono chiusi in difesa.
Salvatore Carmando, ex massaggiatore del Napoli e dell'Argentina Campione del Mondo del 1986, è intervenuto oggi sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco le sue dichiarazioni: "Ero proprio li, in quel 22 giugno 1986, a bordocampo dello stadio "Azteca" a Città del Messico. Il goal di Diego all’Inghilterra è da incorniciare, una rete che si ricorderà per tutta la vita, che ricorderemo ancora tra cento anni. Ricordo benissimo cosa accadde quella mattinata: alle otto del mattino ci alzammo per fare colazione e Maradona mi disse che avrebbe realizzato proprio contro l’Inghilterra uno dei più grandi goal della sua vita. Ma non avrei mai immaginato che avesse in mente di scartare tutta la Nazionale inglese. Diego quando diceva una cosa la metteva in pratica: la stessa cosa accadde contro la Juventus. Al mattino mi disse che avrebbe segnato su punizione e così fece, realizzando un altro goal meraviglioso. Quando segnò all’Inghilterra, fece una corsa da me ad abbracciarmi: in tv si vede ancora, ero alla sinistra della porta. Quando prese la palla, capii che aveva in mente qualcosa di incredibile ma non potevo immaginare che di li a poco avrebbe scartato tutta la squadra avversaria. Rivedere quel goal, tutt’oggi, mi fa venire i brividi. L’Argentina era una grande squadra, ma Maradona faceva la differenza. Parlare di Diego è come parlare del Dio del Calcio".
Ne scartò cinque, ne sedette sei, ne segnò due, vinse una partita, pareggiò una guerra, sorprese un secolo. In dieci secondi e in 60 metri scavalcò e ridicolizzò 179 anni di saggi difensori inglesi, capitanati dalla Thatcher.
Shilton, portiere, ingannato dall'ultima finta, non voleva crederci e si mise a battere i pugni sul prato. Non sapeva ancora che lo aspettava l'etichetta "left behind". Victor Hugo Morales, telecronista argentino, nato in Uruguay, invece ci credette molto e si batté il cuore per far uscire lacrime: "Quiero llorar". Quello inglese, un po' tonto, non capì che l'arte è una forma di inganno e disse all'inizio che Maradona gli sembrava "rickety". Traballante, come no.
Burruchaga, numero 7, corse accanto a Diego per fare la sponda, ma subito si scostò, perché capì che il sicario non era stanco, né bisognoso di aiuto. La palla, che non era più di cuoio rimase lì, buona buona, attaccata ai piedi di Diego come un bimbo col padre sull'ottovolante, insieme attraversarono il campo, il tempo, un conflitto e l'oceano, e lei rimase male quando la corsa si chiuse, alle spalle della stanca difesa inglese, banalmente in una porta.
Ancora, ancora, aveva voglia di dire a Diego: rotoliamo insieme, nel mondo, perdiamoci, navi senza porto. Gli slalom quando sono infiniti alla fine si scoraggiano, non trovando più niente e nessuno da scartare. Era il 22 giugno '86, quarti di finale mondiali, il sole scottava a Città del Messico, a volte le Waterloo hanno altre geografie e secondi tempi micidiali. Era il 55', le Falkland tornarono Malvinas, un gol fece più di un esercito. L'Argentina non era più desaparecida. Quel sinistro buttato lì in corsa, prima di ruzzolare, riscattò la storia, invecchiò un'epoca, ringiovanì il futuro. Non era la fuga di un pazzo solitario, ma la cavalcata di un eroe che usciva dalla trincea e andava all'attacco. "Io non ci riuscirei mai, finirei per rompermi una gamba", disse di quel dribbling e non solo di quello, monsieur Platini. E Zagallo, glorioso ct del Brasile, precisò: "Diavolo, non venite a dirmi che un tappo come lui, alto 1,70 è nato per il calcio, ha fatto una cosa eccezionale". Due per la verità, perché anche saltare così in alto, al 50', sostituire la testa con la mano, ingannare l'arbitro tunisino, è roba da Houdini.
Tutto in una partita, tutto in cinque minuti: male e bene, furbizia e esagerazione, dadaismo e astrattismo, trucco e capolavoro, pugno e carezza, comunque magia. Ha spiegato il regista Kusturica: "Maradona è scisso, molto più di noi, intensamente scisso, quella mano che ruba, quella serpentina che esalta, fa pensare a Marlon Brando, a un attore, Diego dovrebbe sempre giocare e l'arbitro non fischiare mai la fine della partita".
Un gol di rapina, da ribelle, violando le regole, un gol di bellezza, ristabilendo le regole, il più forte che si beve i più deboli. C'è sempre uno slalom, una fuga tra gli ostacoli, come una poesia che scappa, nelle classifiche del mondo. Anche Pelé ne segnò uno così il 5 marzo '61, assai bonito, contro la Fluminense, il più bel gol tra i suoi 1.282: zigzagò tra Valdo e Edmilson, lasciò indietro Clovis, Altair e Pinheiro, si liberò di Jair Marinho, scartò Castilho. Anche i suoi compagni Doraval e Coutinho, rimasero stupiti: "Sembrava una nave ubriaca che si divertiva tra le onde".
Solo che il filmato di quel gol non c'è più, è stato rubato da un ladro, forse da un collezionista, che l'ha sostituito con un'altra azione. Mentre la rincorsa di Maradona c'è ancora, è una colonna sonora che resta e su quella sciagurata uscita di Shilton, che già vecchio allora (37 anni), fu avviato alla pensione da quel gol, ci hanno fatto un video-game.
Il gol del secolo ha generato una letteratura del secolo. Ne hanno scritto tutti: Galeano, Soriano, Montalbàn, Amis, piccoli e grandi, sudamericani e europei, in molti l'hanno anche cantato, con la faccia allucinata di Juanse, dei Ratones Paranoicos, dei Topi Paranoici. Se vai in Argentina e ti siedi al bar c'è sempre qualcuno che con carta e penna si mette a fare lo schizzo dell'azione, se chiedi a Jorge Valdano, numero 11 di quella nazionale, si metterà il dito sulla bocca, per farti capire che quello che si dissero quel giorno nello spogliatoio resterà segreto. Come se la lunga storia del gol più bello del mondo avesse ancora la palla al piede.
Fonte: Repubblica
Il Napoli cerca un attaccante, da inserire nell'organico come vice-Cavani. Questa mattina, in edicola, La Gazzetta dello Sport svela le strategie del mercato azzurro: il preferito è il francese David Trezeguet, ma nella lista del direttore sportivo Bigon e del tecnico Mazzarri ci sono anche Rolando Bianchi e Amauri: l'attaccante della Juventus è pero' penalizzato dall'ingaggio elevato che sfora il tetto-stipendi imposto dal presidente Aurelio De Laurentiis. Settimana importante per il club azzurro anche su altri obiettivi: si aspetta la firma di Domenico Criscito, l'ufficializzazione di Marco Donadel e di Santana. E poi ci saranno da chiudere le trattative per Inler, Vidal ed eventualmente Erik Lamela.
GDS