
Nel cono di luce che si staglia in lontananza, c'รจ il piรน grande spettacolo del prossimo week-end: e quando tutto sarร finito, ciรฒ che resterร di Juventus-Napoli รจ un'emozione incontrollabile durata quindici giorni. Il Classico del calcio contemporaneo, nel quale infila perรฒ anche tutte le suggestioni e le argomentazioni suggerite dal passato, le sfide indimenticabili degli anni '80, il duello a distanza tra Maradona e Platini, ma soprattutto l'evoluzione dell'ultimo quinquennio, affrontato a braccetto dopo la promozione ottenuta (ma guarda un po') insieme dalla B. Juventus-Napoli รจ giร nella pelle e nella testa e nei pensieri di Walter Mazzarri che si tuffa - attraverso un forum spigliato - nelle pieghe d'un match senza freni e pure senza veli: Sua Maestร รจ al suo fianco - e chi l'avrebbe detto? - e le vibrazioni d'un sabato specialissimo giร s'avvertono nella scelta ricercata del sostantivo, dell'aggettivo, dell'annotazione da infilare al posto giusto perchรฉ รจ giร arrivato il momento giusto. Juventus-Napoli รจ un testa a testa nel quale non si possono trascurare manco i dettagli e figuratevi un po' se a Mazzarri, nella sua lucidissima «ossessione», possa mai sfuggire una virgola in questo viaggio del personalissimo triennio che conduce all'Evento. Il calcio รจ un gioco da prendere sul serio e Juventus-Napoli รจ praticamente cominciata.
E' Juventus-Napoli, Mazzarri: cioรจ il meglio del nostro campionato, uno spot del calcio italiano per l'Europa.
«Ho sempre impostato la mia filosofia professionale sulla ricerca del bel gioco: posso solo sentirmi orgoglioso d'essere il tecnico di una delle due squadre. Una partita si vince, si perde, ma ai risultati si accede attraverso l'organizzazione, il metodo di lavoro e qualche personalizzazione».
Quanto vale questo match?
«Presto per dirlo: siamo appena alla ottava, ne resteranno altre trenta da giocare. Saremo ospiti in uno stadio bellissimo d'una Juventus imbattuta da oltre un anno. Ma la strada รจ lunga e poi al ritorno si va in scena al San Paolo: sarร piรน importante quella gara lรฌ, perchรฉ piรน prossima alla chiusura del campionato».
Ma potrebbe diventare una partita, come dire?, decisiva, se una delle due formazioni dovesse dominare l'avversaria?
«Assolutamente no. Puoi perdere in qualsiasi modo, hai il tempo per rifarti. Giร dopo una settimana, ad esempio. No, questa non incide; la sfida che conta la affronteremo a Fuorigrotta».
E' vero almeno che voi del Napoli siete diventati piรน cinici?
«Forse piรน maturi, piรน completi. Ora siamo piรน squadra: in passato abbiamo pagato le minime disattenzioni persino nel corso di match nei quali per 60-70 minuti avevamo dominato. Per subire un gol, ci bastavano una ventina di minuti di sofferenza o una serie di calci d'angolo. Un anno fa, con la Juventus, passammo dal 3-1 al 3-3; quest'anno abbiamo battuto la Fiorentina e la Sampdoria: รจ stato prezioso lavorare sulla testa, su qualche movimento, modificare le nostre scelte sulle palle inattive e colpire quando avevamo il pallino del gioco in mano».
La Juventus alla lente d'ingrandimento: รจ tanto ritmo, per cominciare.
«Ricalca un po' il modello-Barcellona: quando perde il pallone lo va a riprendere subito. Nella passata stagione, non ti faceva respirare e poi trovava sempre il gol. Tutto รจ incentrato sulla fase difensiva, ma se non hai il pieno di energia devi essere saggio, saper far girare la palla e costringere gli altri a correre».
Di nuovo a Napoli: cresce la squadra, ma pure il pubblico.
«Ricordo la mia prima frase, quando arrivai tre anni fa: voglio essere il vostro garante, avremo sempre un'anima. E' nato cosรฌ il feeling e poi si รจ via via sviluppato. Abbiamo subito sconfitte interne e ricevuto l'applauso del pubblico. Ho visto uno striscione: oltre il risultato. Io alla gente parlo e la gente capisce. E poi Napoli ha tradizione e buon gusto: ricordano ancora, giustamente, Vinicio, che faceva divertire».
Le tre reti a Eindhoven non hanno lasciato tracce nell'umore popolare.
«E' stato importante essere onesti: abbiamo spiegato qual era il progetto societario; abbiamo sottolineato i rischi delle partite ogni quattro giorni, i cicli di sette gare in tre settimane; abbiamo ribadito le difficoltร del nostro campionato e le agevolazioni di alcune nostre avversarie. Siamo stati chiari. E' inevitabile che a volte le cose vadano in un certo modo: il Psv, ad esempio, puรฒ spendere contro di noi tutto e poi limitarsi, alla domenica, a dare il 40% per vincere in campionato».
Altrove c'รจ una forbice ampia...
«E in Italia รจ ridottissima. Il livello generale del nostro calcio รจ elevato. Qui le partite vere sono trentotto, in Portogallo o in Spagna o in Olanda o in Svezia o in Ucraina, saranno sette-otto. So giร che il Dnipro con noi farร la partita della vita; come lo Shakthar con la Juventus: loro non hanno rivali, sono venuti a Torino e andavano, andavano. Non avevano consumato prima, non avrebbero consumato dopo».
Dicevamo: tre anni di Mazzarri a Napoli.
«E risultati straordinari, tra cui la crescita di un club che vuole essere grande nel tempo e anche virtuoso».
Nella sua carriera, non ha sbagliato un anno: ma pensava d'arrivare a giocarsela alla pari con la Juve da anti-Juve?
«Mi permetto di ribadire miei vecchi concetti: i risultati vanno studiati in base ad un'analisi ampia che tenga presente vari parametri. Oggi, classifica alla mano, escludendo il Napoli per ovvii motivi, la vera sorpresa รจ il Catania di Maran. E se dovesse chiudere al quinto posto, sarebbe quello il caso eclatante: io nelle riflessioni ci calcolo il budget, il bacino d'utenza. E poi che il Napoli sia l'anti-Juve lo dite voi. Spiegatemi il perchรฉ».
Perchรฉ รจ il tecnico che da piรน tempo รจ sulla stessa panchina; perchรฉ ha dato continuitร : perchรฉ avete ottenuto risultati; perchรฉ vi siete rinforzati mentre Milan e Inter hanno ceduto i gioielli di famiglia...
«Lettura organica che posso accettare. Perรฒ la Roma un anno fa aveva cominciato ad allestire una squadra fortissima; e la Juventus, sempre un anno fa, ha acquistato sei calciatori di spessore internazionale, Pirlo-Vucinic-Vidal tanto per fare solo tre nomi. Io vivo di razionalitร ».
Alla Juventus lo scudetto a voi il titolo di societร modello: investimenti nettamente inferiori, monte ingaggi pari ad un terzo di quello della Vecchia Signora. E' un miracolo napoletano?
«Mi fa piacere che si notino certe strategie: il Napoli ha costruito un'impresa e penso che certe valutazioni non vadano sostenute soltanto attraverso i risultati sportivi».
Mazzarri, racconti Mazzarri.
«Quando cominciai a fare l'allenatore dissi a mia moglie: voglio farlo a modo mio, con le mie idee, sapendo che una domenica potrei essere in panchina e l'altra no. Sono partito dalla C2 e qualcuno mi dava del matto: sono ancora qua, con il gusto di allenare i giocatori e di vincere, di migliorare il mio percorso. Foti, presidente alla Reggina, ripeteva: lei รจ sempre lo stesso, comunque vada la partita. E' cosรฌ: io non mi godo i successi, al fischio finale penso giร alla gara successiva. Solo dopo aver vinto la Coppa Italia con il Napoli sono stato cinque giorni a pensare d'aver realizzato qualcosa di importante. Poi, per il resto, i tre punti servono per gestire; al resto penso con il lavoro: e lรฌ mi sento libero».
Da dove nasce questa libertร ?
«Dal rispetto che dรฒ e ricevo. Io se non vengo attaccato non entro mai in polemica: eppure c'รจ chi mi dร dell'antipatico senza che neppure mi conosca. Mi sembra pazzesco. Ma so che c'รจ faziositร , ci sono interessi: al di sopra delle parti ci sono soltanto i giudici, gli arbitri».
A proposito dei quali: nota per caso difformitร di giudizio su episodi identici?
«Ho parlato dopo la partita di Pechino e non lo faccio piรน: quelle riflessioni dovevano servire da spunto. Sono accadute alcune cose, in Cina, e ho pensato di fare un discorso costruttivo. Altri commenti non ne aggiungo».
Par di capire: doppio giallo a Zuniga, nella finale di Supercoppa; secondo giallo risparmiato a Chiellini a Siena...
«Non parlo».
La difformitร di giudizio dove nasce?
«Quando si dice che l'importante รจ che ci sia uniformitร , ma soprattutto le regole ci sono e vanno applicate nello stesso modo».
Si sente osservato speciale dagli arbitri, dai quali viene spesso espulso?
«E quante volte sono poi stato squalificato? Statisticamente, sono stato cacciato meno volte di altri tecnici di cui non si parla. E sempre perchรฉ semmai mi agito, sbraccio. Posso capire che puรฒ non piacere, ma non faccio nulla di male. In dodici anni di panchina, sono uscito anzitempo sedici volte: meno di due a stagione, e sono stato pure nel Bronx del calcio».
Dicono di lei: trasforma i calciatori.
«Grazie per l'annotazione: Bellucci con me ha battuto il suo record di gol ed era a fine carriera; Cassano fece dieci gol nel suo primo anno di Samp; e poi Ciccio Cozza che non รจ una punta e Protti e Bianchi e Amoruso. E Hamsik e Cavani: diciamo che รจ fortuna».
Ma se glielo lo stiamo riconoscendo....
«Eppure c'รจ chi continua a dire che sono un difensivista, c'รจ questa favola che il napoli giochi in contropiede. Noi che attacchiamo sempre con almeno cinque giocatori. Sento certe cose e perรฒ poi scopro con soddisfazione che Guardiola, il massimo in materia, uno al di sopra di tutti che osserva dall'esterno, sottolinea il nostro modo di attaccare».
Va di moda la difesa a tre...
«Sapete quando Conte ha cambiato? Quando ha voluto neutralizzarci. Non voleva certo copiarci, ma bloccarci sulle fasce, frenare la nostra superioritร . E pure Guardiola, incuriosito, la provรฒ. Persino in Inghilterra, impensabile, c'รจ chi ha tentato. La visibilitร permette di fare scuola, ma รจ per questo che io guardo il lavoro di Maran».
Non si ricordano scontri clamorosi tra lei e qualche calciatore.
«Preferisco prevenire piuttosto che curare. Chiedete a Santoro - il team manager - che passa con me tutto il tempo, o a Frustalupi, il mio secondo che รจ un grande allenatore: colloqui quotidiani, anche ripetuti. Quando Gargano รจ rientrato dallo spogliatoio in ritardo, in campo c'รจ andato Dzemaili. E poi il giorno dopo ne abbiamo parlato tutti assieme. Credetemi, piรน difficile all'Acireale, in C/2. Qui arrivo sfinito, perchรฉ voglio gestire tutto: sono pignolo, ma la credibilitร la acquisiti cosรฌ».
La Juventus non avrร Conte in panchina: quanto incide la sua assenza?
«Non so e non posso saperlo».
Lei ha espresso grandi apprezzamenti nei confronti di Conte ma che idea si รจ fatto della vicenda delle scommesse?
«Non mi inoltro neanche in argomenti in cui non sono preparatissimo. Non vorrei che qualcuno pensasse che voglia fare il Ponzio Pilato: ma non so».
La Champions toglierร anche alla Juventus?
«Pure i giornalisti al seguito si stancano. Con campionato e una coppa del genere, qualsiasi cosa tu faccia se perdi รจ sbagliata. Ma la coperta รจ sempre corta, perchรฉ ogni tre giorni lo stress e la fatica ti prosciugano. E poi non riesci ad allenare, a spiegare: a me piace dare gli input, far digerire anche dodici soluzioni. Ma se hai una sola seduta, come fai a spiegarne piรน di due?».
Paradosso: sembrate piรน equilibrati senza Lavezzi.
«Lavezzi ci ha dato tanto ed รจ andato via da top player. Un po' credo di averlo aiutato anche io ad arrivare a certi livelli. Noi abbiamo delle logiche: Pandev รจ arrivato ad agosto del 2011, era l'alternativa del Pocho, siamo stati bravi a riportare Goran alla luce, a tenerlo poi qui con noi. Ma su certi processi siamo soliti poderare, non sprechiamo e tentiamo di avvicinarci ad uno status elitario attraverso il nostro modo di far calcio. Qui c'รจ continuitร : sono andati via due uomini giร affermati come Gargano e Lavezzi, sono arrivati un centrocampista di qualitร , Behrami, e una promessa che arriva dalla B, Insigne. Il mosaico si completa attraverso le intuizioni».
Lavorate in proiezione...
«Ma non รจ facile, anche perchรฉ poi per deragliare basta poco. Ora tutta l'attenzione รจ su Insigne, ma per prendere una capata (testuale...,
ndr), bastano un paio di partite sbagliate. E allora, io provo a proteggere i ragazzi: quando arrivai, Lavezzi e Hamsik avevano fatto addirittura un punto in meno della mia Reggina; e il Cavani di Palermo era diverso. A me piace parlare di calcio in questi termini, ma so che un titolo sbagliato su un giornale....».
A proposito, quanto vicino รจ stato alla Juventus...?
«Ecco, vedete, appunto: non lo so, per niente, non mi cercรฒ nessuno».
Le manca la Champions?
«Io mi arrabbio solo quando non posso preparare le partite come vorrei, magari storpiando i nomi degli avversari per provare a trasmettere ai miei ragazzi un pizzico di convinzione in piรน: un modo per farli pensare che ciรฒ che conta รจ la tattica, il modo di attuarla; che ha importanza e dunque incidenza ciรฒ che facciamo noi, non chi sono gli altri».
Cavani tornerร da La Paz, 3600 metri sul livello del mare, a due giorni dalla Juve...
«Mi fate venire l'angoscia, cosรฌ m'ammazzate. Spero smaltisca, ha avuto indicazioni, come mangiare e come riposare; e poi lui sa come fare, รจ abituato. E questa รจ una partita che dร stimoli da sรฉ».
Firmerebbe per il pari e per il secondo posto che vale la Champions?
«No, perchรฉ non fa parte della mia natura. Io non mi accontento mai e ai miei voglio infondere mentalitร vincente».
Quando si ferma un po', magari per un anno: con tutta questa tensione?
«A fine stagione, se ci arrivo. A parte gli scherzi: sono da dodici anni che corro, senza soste. Ma lo stress l'ho conosciuto in C2, non a questi livelli e quando sei in una grande squadra».
Fonte:CDS