Tre punti al sapore d’Europa. Ci è riuscito il Napoli a mettere la testa fuori dalla crisi, se così poteva etichettarsi una doppia uscita a vuoto tra Udinese e Palermo, e ad ipotecare una qualificazione in Champions che dal post Genoa è finalmente più vicina. Ci ha pensato Marek Hamsik, il gelido campioncino venuto dall’est e diventato grande in azzurro a spezzare un diabolico incantesimo che sembrava avere tutta l’intenzione di perseguitare il San Paolo anche questa sera. Ci ha provato il Napoli, e lo ha fatto con più o meno insistenza dal primo minuto fino al gol messo a segno dallo slovacco a sette dalla fine. Sarebbe stato un disastro, dopo aver visto letteralmente svanire un imprecisato sogno scudetto nel giro di quindici giorni da squadra “normale”, non battere il Genoa a Fuorigrotta. Non è certo quella squadra brillante e letale di qualche tempo fa, ma l’undici di Mazzarri ha voluto fortemente la vittoria e l’ha trovata con tenacia. Talvolta non riuscendo a discernere la grinta dal nervosismo, ma è anche umano quando in gioco ci sono interessi forti. Prima di tutto una stagione con la “S” maiuscola, perché si sa che nel calcio quanto fatto fino a ieri conta meno del due di briscola. E se la qualificazione in Champions fosse finita in discussione, essersi giocati il primo posto fino a sei giornate dalla fine avrebbe avuto un importanza piuttosto relativa. Nervosismo, si diceva. Perché gli azzurri lo hanno palesato nel corso della sfida contro i rossoblù. Forse per i motivi di cui sopra. O forse perché della stessa sintomatologia soffre lo stesso Walter Mazzarri, sfiancato da un tormentone che dura da più di un mese e che ormai rischia di sfiorare il ridicolo. Basterebbe che il tecnico pronunciasse la parola magica “contratto” per metter fine ad ogni discussione, appigliandosi ad essa con convinzione. Evidente che qualcosa sotto c’è davvero. Ma almeno per qualche ora è stato d’obbligo pensare solo agli obiettivi, e stasera non ci è riuscito nessuno a fermare la voglia d’Europa (che conta) del Napoli: nervosismo, cattiva sorte e neanche uno strepitoso Eduardo, che solo contro gli azzurri si è concesso il lusso di trasformare gli strafalcioni addirittura in miracoli. Tutto il resto si vedrà, come dice il buon Mazzarri, a bocce ferme. Voltare pagina fa parte della vita, anche se talvolta non si è arrivati neanche a leggere la fine del capitolo
Vittoria sofferta,tre punti che sanno di Champions
Posted by napolipersempre
11:09, under NEWS | No comments
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