Shadowbox Effect

Maradona: «Il mio sogno è allenare il Napoli»

Posted by napolipersempre 19:34, under | No comments


ROMA - Il fisco italiano gli ha presentato il conto,37 mln di euro, ma Diego Armando Maradona sogna ancora di tornare in Italia. A Napoli ovviamente. "Allenare gli azzurri al San Paolo è un bellissimo sogno -ha detto l'ex numero 10 azzurro a l'Espresso- e il tempo risponderà. Della città mi mancano i napoletani, l'energia dei tifosi, il sole e l'amore della gente a cui ho dato tanto. La panchina di altre big come la Juve, l'Inter o il Milan? Nel mio cuore c'è solo l'azzurro del Napoli. E il Napoli vinceva e, ancora oggi come ai miei tempi, batte la Juve. E poi i tifosi napoletani sono una forza della natura".

CALCIOSCOMMESSE - Il riferimento allo scandalo del calcio scommesse di oggi è un modo per guardare al passato. "Nei miei anni - dice Maradona - c'era un altro calcio. Si giocava con i piedi e con la testa, collegati al cuore. Si rideva, si esultava e si piangeva. Ora troppi giocano con le carte e con il denaro, inquinando lo sport". Per la verità ci furono anche voci maligne dopo che il Napoli fallì il bis del primo scudetto, prima di riuscirci successivamente. "Maradona - risponde l'ex giocatore del Napoli - scendeva in campo solo per la gioia di giocare e per fare festa con i tifosi. Il pallone è tondo, si può vincere o perdere, ma non va mai toccato con i soldi. Solo con i piedi, con la testa e con una mossa alla Maradona". Qualcuno gli chiese di vendersi una partita? "Mai. Li avrei presi a calci. Non si possono deludere i tifosi, che si sacrificano e piangono per te. E poi questo scandalo fa male troppo ai bambini che sognano i campioni". Un elemento che provoca evidentemente conseguenze negative è il fatto che "ai miei tempi c'era solo il Totocalcio. Oggi invece ci sono troppi giochi e scommesse di tutti i tipi".

POLONIA-UCRAINA 2012 - Uno sguardo poi agli Europei ("la Spagna gioca forte e l'Italia parte sfavorita ma quando è ferita può vincere"), una riflessione sul calciatore che è stato a Napoli, genio e sregolatezza ("Maradona è cresciuto, e ora spero di fare tante altre cose buone anche nel sociale, per i bambini più bisognosi").

LE SFIDE - Ma lui, si sente il più grande di tutti i tempi? "Questo lo devo stabilire il tempo che è il miglior giudice, ma posso sempre sfidare chi vuole sul campo". Al di là della sfida Maradona-Pelè, viene evocato anche il nome di Messi. "Io e lui abbiamo anche la 'M' in comune ma quelli di oggi sono altri tempi e quelle in campo altre squadre. Oggi si gioca un altro calcio: io giocavo anche solo contro tutti e ho fatto vincere il Mondiale all'Argentina". E Pelè? "A Napoli una delle canzoni più cantate era 'Maradona è meglìè Pelè....' Il gol più bello "quello contro l'Inghilterra ai Mondiali, dove scartai tutti fino ad arrivare in porta, ma anche i gol alla Juve piacevano tanto ai napoletani". E il famigerato gol di mano? "Non ho mai segnato con le mani e non lo farei mai. Quella fu la mano di Dio e vinse il migliore, con l'altro gol fantastico".
Fonte:CDS

0 commenti:

Posta un commento

Articoli Più Letti

Ti piace questo sito?

Tags

Blog Archive